Organizzare il brainstorming con le mappe mentali

Fermatevi un attimo. Prima di aprire un’altra sessione di brainstorming nella vostra azienda, dovete sapere una cosa. La maggior parte delle sessioni di brainstorming aziendali fallisce nel generare idee realmente innovative. Perché?

Perché il brainstorming, così come viene comunemente praticato, è solo una parola attrattiva, che nasconde l’assenza di una vera metodologia.

L’impiego del tradizionale brainstorming nelle mappe mentali

Nel presente articolo vi svelerò perché le vostre mappe mentali per il brainstorming non stanno producendo i risultati che meritate.

Il punto non sono le mappe mentali in sé, sono uno strumento potentissimo, ma ciò che mettete dentro quelle mappe.
La maggior parte delle aziende usa il brainstorming come se fosse una tecnica scientifica, quando in realtà è solo un processo spontaneo e non strutturato.
È come pretendere di costruire un grattacielo senza progetto architettonico. Quando i vostri team si siedono attorno a una mappa mentale vuota e iniziano a buttare giù idee, state applicando una metodologia approssimativa, che produce risultati casuali.

IBM ha smesso di usare il brainstorming tradizionale già nel 1995.
Perché? Perché hanno scoperto che esistono tecniche di brainstorming sistematizzate che garantiscono la generazione di idee innovative.

Il superamento del tradizionale brainstorming da parte del pensiero laterale

La migliore tecnica di brainstorming sistematizzata è quella del pensiero laterale del Professor Edward de Bono.

Il pensiero laterale è una tecnica altamente innovativa rispetto al tradizionale brainstorming, che consiste nella previsione di sessioni di pensiero in cui tutti i partecipanti sono liberi di manifestare le idee che vengono loro in mente senza alcuna censura o critica degli altri partecipanti al processo di pensiero, e poi ci sarà una fase successiva in cui le idee generate vengono testate e verificate.

Il vero pensiero laterale non è dire tutto ciò che viene in mente senza alcuna motivazione e spesso in modo caotico, ma utilizzare tecniche specifiche, che sono le tecniche elaborate dal Professor Edward de Bono, per rompere gli schemi o modelli utilizzati nel cosiddetto pensiero verticale, che impediscono di trovare alternative e di generare nuove idee.

Perché ho fatto riferimento a tecniche sistematizzate di brainstorming?
Perché, come ha evidenziato il Professor Edward de Bono, il brainstorming può, talvolta, occasionalmente, portare alla generazione di nuove idee, ma tale risultato non è sempre assicurato, a differenza che nel caso della tecnica del pensiero laterale, tecnica che consente di organizzare il processo di pensiero facendo switchare il nostro cervello su frequenze di pensiero creative.

La tecnica del pensiero laterale è una tecnica che può essere insegnata ed appresa, per cui chiunque può riuscire, con corsi adeguati, ad apprendere e praticare tale tecnica.

Nel caso del brainstorming abbiamo spesso dei meeting creativi, preordinati alla generazione di nuove idee, che producono invece semplicemente liste infinite di idee mai utilizzabili, mai attuabili e difficilmente praticabili, mentre, nel caso del pensiero laterale, le idee vengono generate in tempi molto ristretti, in quanto appunto tale tecnica è molto rapida, e le idee generate sono lavorate, ottimizzate, per potere essere immediatamente utilizzabili ed applicabili per risolvere determinate problematiche, per migliorare determinati prodotti o per assolvere a determinati compiti.

La differenza è questa. Il brainstorming tradizionale spera che le idee arrivino. Il pensiero laterale insegna al cervello come generarle deliberatamente.
È la differenza tra aspettare la fortuna e avere una strategia vincente.

I sette tool del pensiero laterale

Come fa il pensiero laterale a fare switchare il nostro cervello su frequenze creative?

Lo fa avvalendosi di sette tecniche o tool.
Ecco quali sono:

  • il focus
  • le alternative o estrazione di concetti
  • la sfida (challenge)
  • la Random Entry o Entrata casuale
  • la provocazione e il movimento
  • la raccolta delle idee generate
  • il trattamento e la valutazione

Il pensiero per immagini e le mappe mentali

Il pensiero laterale insegna letteralmente a pensare per immagini.
Questo accade perché il pensiero laterale ristruttura i pattern percettivi del cervello. Non state solo generando idee, state riprogrammando il modo in cui il vostro cervello percepisce la realtà.

È qui che entrano le mappe mentali.
Sono la rappresentazione grafica di questo nuovo modo di pensare.
Ci siamo occupati delle mappe mentali in altri precedenti articoli e video, in cui abbiamo evidenziato e analizzato le loro caratteristiche e le loro differenze rispetto alle mappe concettuali  e alle flowscapes.

Riassumiamo qui alcune caratteristiche fondamentali delle mappe mentali, che costituiscono una rappresentazione grafica del pensiero.

Hanno una struttura o geometria radiale, ossia simile a quella dei neuroni, con dei rami interconnessi che si irradiano a partire da un nucleo.

Le mappe mentali servono a studiare, memorizzare, organizzare, pianificare, potenziare il pensiero, e, quindi, pensare per immagini, potenziare la percezione e generare nuove idee, utilizzando la frequenza del cappello verde, che è quella frequenza di pensiero, nell’ambito della tecnica dei Sei cappelli per pensare, deputata alla generazione di nuove idee.

Quali sono i vantaggi del pensiero per immagini favorito dall’impiego delle mappe mentali?

  • ŸLa comprensione immediata (dal punto di vista di chi riceve comunicazioni), in quanto vedere l’insieme prima dei dettagli facilita appunto la comprensione immediata.
  • ŸLa memoria potenziata, in quanto le immagini si ricordano meglio delle parole, perché, come ha evidenziato l’inventore delle mappe mentali, Tony Buzan, imitando i neuroni umani, tali mappe consentono al nostro cervello una più agevole memorizzazione.
  • ŸLa creatività amplificata, in quanto il pensiero per immagini facilita l’impiego di alcune tecniche del pensiero laterale.
  • ŸLa comunicazione efficace (dal punto di vista questa volta di chi comunica), poiché un’immagine vale più di mille parole.

ŸLe mappe mentali presentano inoltre degli ulteriori vantaggi rispetto al pensiero per immagini.
Quali sono questi vantaggi?

  • ŸLe mappe mentali facilitano il coinvolgimento emotivo, in quanto i colori e le immagini attivano le emozioni, attivano la frequenza del cappello rosso, che, quindi, svolge con maggiore efficacia la sua funzione nella tecnica dei Sei cappelli per pensare.
  • ŸLe mappe mentali facilitano il pensiero parallelo, attuato mediante la tecnica dei Sei cappelli per pensare, in quanto abbiamo visto che le mappe mentali, o meglio i programmi per generare tali mappe, possono essere utilizzati anche per la generazione di sequenze di cappelli.
  • ŸLe mappe mentali danno infine una visione d’insieme: tutto è collegato e visibile.

L’impiego delle mappe mentali per praticare il pensiero laterale

Vi mostro ora come può essere impiegata una mappa mentale, quale utile complemento per una sessione di pensiero laterale.

Nella descrizione che segue invitiamo a fare riferimento all’immagine di esempio di una mappa mentale che abbiamo appena inserito e che abbiamo realizzato con il programma SimpleMind.

Partiamo dal nucleo della mappa mentale, denominato anche tema centrale, e, in questo campo, indicheremo il focus, che può essere un’area focus, ossia un focus relativo all’area in cui vogliamo generare nuove idee, o un purpose focus, ossia un focus relativo allo scopo, che può consistere in un problema da risolvere, in un miglioramento da effettuare o in un compito da assolvere.

Partendo dal focus, utilizzando vari tool del pensiero laterale, procederemo a generare le varie idee, l’idea A, l’idea B, l’idea C.

I rami o relazioni connettono il focus all’idea generata, e, sull’etichetta del singolo ramo o relazione, possiamo indicare il tool di pensiero laterale che abbiamo utilizzato per generare le nuove idee.

Le mappe mentali hanno una relazione gerarchica, in quanto i vari rami connettono un argomento genitore ad un argomento figlio, ed è anche possibile effettuare dei collegamenti tra argomenti che non sono in relazione gerarchica, e in questo caso abbiamo il cosiddetto collegamento incrociato, e ho rappresentato nella mappa che vi sto condividendo un collegamento incrociato tra l’idea B, collegata al focus, e l’idea A, generata tramite un altro tool del pensiero laterale, che ho posto appunto in collegamento tramite un collegamento incrociato.

Dall’idea A possiamo utilizzare un ulteriore tool del pensiero laterale, costituito dal rafforzamento e modellamento dell’idea A, e in questo modo potremmo generare l’idea D.

Questa mappa rende evidente come sia possibile, mediante l’impiego delle mappe mentali, avere una visione complessiva dei vari tool del pensiero laterale impiegati, sempre avendo come riferimento principale il focus, che è costituito dal nucleo della mappa o tema centrale, da cui si parte per la generazione di nuove idee.

Qual è quindi il ruolo delle mappe mentali nella generazione di nuove idee?
Le mappe mentali aiutano, quando vengono impiegate senza fare ricorso ai tool del pensiero laterale, la spontanea creatività, costituita dall’impiego del cappello verde spontaneo, dalla cosiddetta attitudine generale, che è la volontà di generare nuove idee, creando un clima, un ambiente favorevole a tale attività, in quanto appunto il nostro cervello è avvantaggiato dalle mappe mentali, che, con la loro struttura radiale, simile alla forma di un neurone, creano per il cervello un ambiente che si armonizza con il suo naturale funzionamento.

Aggiungendo l’impiego dei tool del pensiero laterale, le mappe mentali costituiscono inoltre un utile complemento del pensiero laterale, in quanto consentono, ai pensatori che impiegano tali tecniche, di vedere il proprio pensiero in azione, visualizzando, sui vari rami o relazioni, i tool del pensiero laterale che sono stati impiegati nella generazione di nuove idee, senza mai perdere di vista il focus, e di condividere il proprio pensiero con altri per iniziare nuovi processi di pensiero.

Nel video  che trovate in alto vedrete una dimostrazione pratica relativa all’impiego delle mappe mentali per praticare il pensiero laterale.

L’impiego delle mappe mentali per rappresentare sequenze di cappelli mediante la tecnica dei Sei cappelli per pensare

Le mappe mentali possono anche essere utilizzate per praticare la tecnica dei Sei cappelli per pensare, denominata anche tecnica del pensiero parallelo, per mostrare l’utilizzo dei cappelli in sequenza, e per utilizzare appunto le varie sequenze di cappelli.

Nella descrizione che segue invitiamo a fare riferimento all’immagine di esempio di una mappa mentale che abbiamo appena inserito.

L’aspetto interessante è che in questo modo abbiamo una efficace visualizzazione delle varie sequenze di cappelli, ma è importante evidenziare che questa tecnica di rappresentazione delle sequenze di cappelli non è la tecnica esclusiva, o fondamentale, o principale, per utilizzare la tecnica dei Sei cappelli per pensare, in quanto esistono appositi template, che condivido nei miei corsi, per potere utilizzare tale tecnica, ed è anche possibile utilizzare i vari strumenti grafici che avete a disposizione per generare una sequenza di cappelli.

L’aspetto importante è che quando vengono utilizzate le mappe mentali per praticare la tecnica dei Sei cappelli per pensare, non bisogna utilizzare la mappa mentale nel modo tradizionale, ossia basandosi sulla sua struttura radiale, in quanto stiamo utilizzando lo strumento mappa mentale, o meglio, il programma di generazione delle mappe mentali, per realizzare delle sequenze di cappelli.

Possiamo ovviamente avvalerci della funzione di generazione di nuovi rami relativamente a quei cappelli che richiedono l’indicazione di una fonte o una motivazione, come nel caso del cappello giallo, o del cappello nero, o del cappello bianco, ed in questo caso possiamo utilizzare la funzione di generazione di un nuovo ramo, che conduce ad un nuovo tema o argomento, per indicare appunto la motivazione o la fonte del cappello che stiamo utilizzando.

Le mappe mentali possono pertanto essere impiegate, utilizzate, anche per praticare la tecnica dei Sei cappelli per pensare o del pensiero parallelo, che ci consente di generare nuove idee mediante l’utilizzo della frequenza del cappello verde.

La tecnica dei Sei capelli per pensare o del pensiero parallelo, praticata mediante l’utilizzo delle mappe mentali, ma non solo, ci consente di realizzare il cosiddetto uso di gruppo dei cappelli, che si contrappone all’uso individuale, che consente a vari pensatori di praticare in modo efficace il pensiero parallelo.

L’interesse dell’utilizzo delle mappe mentali per praticare tale tecnica è costituito dalla circostanza che le mappe mentali, soprattutto quando realizzate mediante programmi o app di generazione di mappe mentali, di cui abbiamo trattato in un precedente video,  sono facilmente condivisibili con altri pensatori.

Pertanto le mappe mentali costituiscono un utilissimo strumento per realizzare e potenziare l’uso di gruppo dei Sei cappelli per pensare.

Nel video che trovate in alto vedrete una dimostrazione pratica relativa all’impiego delle mappe mentali per praticare la tecnica dei Sei cappelli per pensare.

Considerazioni finali sull’impiego delle mappe mentali per praticare le tecniche di pensiero de Bono

Ora capite perché le mappe mentali sono così potenti per le tecniche di pensiero in generale, e, in particolare, per quella del pensiero laterale e dei Sei cappelli per pensare o pensiero parallelo.

Tramite le mappe mentali è possibile realizzare, praticando tali tecniche, il cosiddetto brainstorming creativo, che si contrappone al brainstorming tradizionale, in quanto appunto è sistematizzato tramite tali tecniche e consente in ogni caso di arrivare alla generazione di nuove idee.

Le mappe mentali non sono pertanto solo un modo carino di prendere appunti, sono l’interfaccia visiva tra il vostro cervello e il pensiero sistematizzato.

Ma ricordate, le mappe mentali sono lo strumento, non il generatore. Per generare nuove idee dal nucleo della mappa serve una tecnica di pensiero. Il pensiero laterale è la numero uno al mondo.

Cosa vi propongo di fare

Decidete un purpose focus, ad esempio un problema che vi assilla da qualche tempo, e provate a generare nuove idee per risolverlo, realizzando una mappa con il focus e le idee generate.

Se volete, potete condividere con me i risultati della vostra esperienza nel provare a risolvere il vostro problema nei commenti al video che trovate in alto.

Se avete dei dubbi su come praticare sessioni di pensiero per generare nuove idee ed ottimizzarle per il loro impiego, utilizzando le tecniche di pensiero che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori per generare nuove idee quando devono prendere importanti decisioni per il futuro delle loro aziende, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.