Il pensiero laterale:

Creatività e innovazione in azienda

Per le aziende, l’innovazione e la capacità di adattarsi ai cambiamenti sono cruciali. I mercati sono in perenne evoluzione, cogliere le opportunità per ottimizzare i processi e sviluppare nuovi progetti è fondamentale per restare competitivi e crescere. 

Il pensiero laterale o lateral thinking può aiutarti a superare questa sfida.  

È un approccio diverso al modo di pensare che permette di scoprire nuove prospettive e risolvere problemi complessi in modo creativo. 

Cos’è Il Pensiero Laterale

Il pensiero laterale è un approccio al problem solving caratterizzato dall’uso di tecniche che stimolano un processo non lineare e creativo 

È stato sviluppato dal professor Edward de Bono, psicologo e ricercatore del pensiero, e ha raggiunto una popolarità globale grazie alla versatilità di applicazione che lo rende efficace nei più svariati contesti, dal mondo aziendale alla soluzione di problemi quotidiani. 

Il metodo è in netta contrapposizione con l’approccio classico, che si focalizza sulla ricerca della soluzione più diretta al problema attraverso un processo rigidamente logico. 

Anziché seguire un percorso logico tradizionale con risultati prevedibili, il pensiero laterale invita a esplorare le situazioni da punti di vista inconsueti, generando così idee che altrimenti non verrebbero considerate.

Un salto fuori dalla bolla logica

Nelle aziende, spesso si tende ad adottare sempre le medesime soluzioni ai problemi, basandosi sulle esperienze del passato.  

Tale approccio può essere utile in certi casi ma limita la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di creare innovazione perché porta a operare scelte dall’interno di una bolla logica. 

La bolla logica è quell’insieme di schemi mentali e convinzioni che segnano il limite dell’ampiezza di pensiero. Se un’idea non rispetta i parametri implicati dalle assunzioni della bolla, viene automaticamente scartata. 

Pensando “nella bolla”, si ottengono risultati prevedibili perché si basano su assunti noti. Per innovare e muoversi in scenari dinamici è invece imperativo saper uscire dagli schemi. 

Il metodo del pensiero laterale di Edward de Bono permette di bucare la bolla logica attraverso tecniche che portano a mettere in discussione lo status quo, i pregiudizi e le convinzioni che limitano la capacità di visione. 

Lateral thinking VS pensiero divergente

Spesso il termine pensiero laterale viene usato come sinonimo di pensiero divergente. Tuttavia, l’unica analogia è l’obiettivo: generare nuove idee e soluzioni a un problema. I processi e il tipo di risultati che si possono ottenere sono profondamente diversi. 

Il pensiero divergente si concentra sull’esplorazione degli scenari e delle soluzioni possibili, senza intervenire sulla struttura degli assunti noti. Poiché la mente per sua natura tende a operare sulla base di schemi e modelli, il pensiero divergente non porta a intuizioni che superano i confini della bolla logica. 

Il lateral thinking mette al centro il cambiamento di prospettiva attraverso un processo strutturato di provocazione e sfida. Utilizza tecniche di pensiero non lineari come l’inversione, la negazione, le analogie per attivare un corto circuito creativo e generare idee dirompenti. 

Per questa caratteristica, il pensiero laterale è particolarmente efficace quando c’è bisogno di risolvere problemi che non rientrano in casistiche definite o nei casi in cui si è già cercato di intervenire, senza successo, con soluzioni tradizionali. 

LATERAL THINKING DE BONO

Potenzia la creatività per superare le sfide e anticipare i tempi.

I 5 benefici del pensiero laterale per le aziende

Adottare il pensiero laterale come framework per il problem solving porta diversi vantaggi, anche rispetto ad altre metodiche comunemente utilizzate in contesti aziendali. 

Strumenti come DMAIC, Root Cause Analysis o Kepner-Tregoe Matrix possono offrire un ottimo sostegno ai processi decisionali relativi a processi strutturati. Sono però processi rigidi, complessi e improntati all’analisi. Generano quindi risultati prevedibili, solitamente focalizzati sul miglioramento incrementale. 

La potenzialità del pensiero laterale permette di superare il limite, portando l’impresa ad adottare soluzioni inedite che si rivelano vincenti. 

  1. Creatività e innovazione
    Il pensiero laterale stimola ad esplorare strade anticonvenzionali, anche controintuitive. È un amplificatore della creatività, un motore che genera innovazione su più livelli: prodotti, processi, cultura aziendale, management, marketing.

  2. Soluzione di problemi complessi
    Il dinamismo dei mercati e degli scenari aziendali porta sempre più spesso a confrontarsi con colli di bottiglia, criticità e sfide per cui non ci sono precedenti, come il recente boom dell’intelligenza artificiale.
    Spingendo a esplorare lo spazio oltre la bolla logica, il pensiero laterale permette di trovare più rapidamente soluzioni efficaci a problemi nuovi, portando valore all’impresa.

  3. Valorizzazione del team
    Le metodiche di problem solving tradizionali propongono un approccio di tipo gerarchico e settorializzato. Tale approccio limita la capacità di integrare competenze diverse, fondamentale per l’innovazione e una crescita sostenibile.
    Il pensiero laterale opera su basi opposte. Stimola un approccio non lineare e collaborativo al problem solving, permettendo a ogni membro del team di portare il proprio contributo senza giudizio. 
    Oltre a migliorare i processi, questo aumenta la motivazione e il senso di appartenenza dei membri del team, favorendo una cultura aziendale orientata alla creatività e al dinamismo.

  4. Adattabilità
    Il lateral thinking allena e potenzia la mente. Rende più flessibili e percettivi, libera dai vincoli della logica tradizionale aiutando al tempo stesso a mantenere il focus sulla situazione in analisi.
    Le aziende che implementano il lateral thinking nella cultura aziendale sono proattive di fronte ai cambiamenti del mercato, adottano rapidamente soluzioni sinergiche che migliorano l’efficacia e l’efficienza di tutta la value chain.

  5. Competitività
    Un’azienda capace di anticipare i trend del mercato, rispondere rapidamente ai cambiamenti, migliorare i processi interni, risolvere problemi complessi in modo creativo è un’azienda che cresce nel tempo, restando competitiva e rafforzando il proprio posizionamento. 
La creatività implica la rottura degli schemi consolidati 
per guardare le cose in modo diverso.

Edward de Bono 

Esempi di applicazione

Con il pensiero laterale, Edward de Bono ha creato un metodo che permette di migliorare l’efficacia e l’efficienza del problem solving in ogni ambito. 

Per le aziende questo significa poter ridurre i costi ma anche migliorare radicalmente i processi interni, i sistemi, l’organizzazione, la gestione delle forniture, … 

1. Obiettivo: ridurre gli errori di produzione

Un’azienda di elettronica ha identificato un aumento degli errori di produzione. Nei sei mesi precedenti, le richieste di reso, sostituzione e assistenza sono aumentate dell’8%. Le recenti verifiche agli impianti di produzione non hanno evidenziato difetti o problematiche specifiche. 

Analizzando il problema con framework di problem solving tradizionale, l’azienda potrebbe elaborare soluzioni come: 

  • Aumentare l’automazione per ridurre la possibilità di errore umano. 
  • Revisionare le SOP per implementare controlli di qualità più rigidi. 
  • Aumentare le ore di formazione degli addetti al controllo qualità o alla produzione. 

Con la tecnica del pensiero laterale, il team potrebbe trovare soluzioni che hanno un impatto inferiore sui costi e sui flussi di lavoro, raggiungono l’obiettivo di riduzione degli errori e valorizzano il personale. 

Lavorando sulla provocazione e l’assurdo, il team potrebbe chiedersi “e se eliminassimo il controllo qualità? 

La logica tradizionale porterebbe a scartare subito l’idea, troppo irrealistica per le consuetudini. Il pensiero laterale incoraggia l’esplorazione di ogni possibile traiettoria. 

Sviluppando il concetto, l’azienda può arrivare a un’idea innovativa: ristrutturare l’intero sistema produttivo, con un programma di controllo qualità autogestito e integrato nelle fasi. 

La soluzione: 

  • riduce gli errori dando fiducia e responsabilità al personale 
  • rafforza la cultura aziendale e valorizza il team 
  • può essere implementata senza ricadute sui costi per i macchinari o interventi strutturali agli impianti di produzione. 

2. Obiettivo: ridurre il turnover del personale

Una società di analisi dati sta vivendo un momento critico. Molti dipendenti “storici” sono andati in pensione e i nuovi arrivati lasciano la posizione dopo poche settimane. Questo ha portato un aumento dei costi di recruiting e formazione, e causa problemi nella gestione dei progetti, con un aumento dei feedback negativi dei clienti. 

L’approccio tradizionale al problem solving porta a concentrarsi sugli aspetti materiali legati al lavoro e alla carriera, con soluzioni come: 

  • Offrire condizioni economiche migliori. 
  • Introdurre incentivi come orari flessibili o convenzioni assicurative. 
  • Proporre percorsi di sviluppo professionale. 

Con il pensiero laterale, l’azienda potrebbe arrivare a una domanda che propone una prospettiva diversa: “e se i dipendenti non restassero perché non si sentono parte attiva dell’azienda? 

Esplorando questa opzione si pone l’accento sugli aspetti di relazione all’interno dell’azienda, sulla motivazione, sulla valorizzazione del talento, sul far sentire i membri del team apprezzati e coinvolti. 

La soluzione creativa potrebbe essere l’introduzione di un programma di scambio e collaborazione che coinvolge tutte le funzioni e tutti i livelli. 

Ad esempio con sessioni creative che coinvolgono team di uffici diversi, riunioni di update sulla linea strategica, un piano di rotazione per permettere ai dipendenti di vedere da vicino tutti i processi aziendali. 

Portare il lateral thinking in azienda apre infinite opportunità di innovazione e ricerca dell’eccellenza.

LATERAL THINKING DE BONO

Potenzia la creatività per superare le sfide e anticipare i tempi.