Vi è mai capitato di rimanere bloccati su un problema, continuando a pensarci sempre nello stesso modo, senza trovare soluzioni? O di partecipare a brainstorming dove si ripetono sempre le solite proposte, come se il cervello fosse in modalità pilota automatico?
È il nostro cervello che lavora così, di default, e, soprattutto, c’è un modo per uscirne.
Pensiero creativo e pensiero laterale
Nel presente articolo scopriremo cos’è davvero il pensiero creativo secondo colui che lo ha definito scientificamente, il Professor Edward de Bono, che ha coniato il termine “pensiero laterale” per identificare la sua tecnica attraverso la quale ha dato la massima efficacia al processo di creatività, di generazione di nuove idee.
L’uso del termine “pensiero laterale” appare per la prima volta nell’opera “The use of lateral thinking”, del 1967, e la paternità del termine pensiero laterale viene riconosciuta al Professor Edward de Bono da varie fonti, tra le cui maggiormente autorevoli possiamo fare riferimento all’Oxford Reference Dictionary of Psychology e all’Oxford Reference.
La creatività non è ispirazione casuale, è un’abilità sistematica che può essere appresa e praticata da chiunque, anche in ambito aziendale.
Preparatevi a scoprire come pensare diversamente.
Prima di parlare del pensiero creativo, è opportuno ricordare quali sono i limiti del comune modo di pensare, individuati dal Professor Edward de Bono, al cui superamento sono preordinate le varie tecniche di pensiero da lui elaborate.
Il nostro modo di pensare risale a oltre 2.400 anni fa, ed un primo suo limite è costituito dalla circostanza che è basato fondamentalmente sul pensiero verticale, sulla logica, sul cosiddetto adversarial thinking, per cui nel processo di pensiero ogni pensatore tende a fare prevalere ad ogni costo le proprie opinioni su quelle degli altri pensatori, mirando soltanto a fare prevalere il proprio punto di vista e senza attivare un virtuoso processo di pensiero che consente di unire le energie dei vari pensatori per arrivare a decisioni altamente efficaci, e questa è l’essenza dell’adversarial thinking.
Altro limite del comune modo di pensare è costituito dalla circostanza che nel modo comune di pensare si tende a dare prevalenza all’attività di processing, di elaborazione dei dati, rispetto alla preliminare attività di perception, di acquisizione dei dati e loro verifica.
Il professor Edward de Bono ha dimostrato in suoi studi, certificati da scienziati di rilevanza internazionale, come una percentuale di errori di pensiero, variabile, a seconda dei casi, tra l’80% e il 90%, è dovuta a errori di perception e non ad errori di processing. Potete avere il migliore elaboratore elettronico del mondo, i migliori sistemi di elaborazione dei dati, ma se il dato immesso in esito al processo di perception è un dato inefficace e non verificato, inevitabilmente anche il risultato dell’attività di processing sarà un risultato inefficace ed inaffidabile.
Un terzo limite del comune modo di pensare è costituito dalla circostanza che il nostro cervello funziona di default secondo schemi o modelli, che impediscono tendenzialmente la generazione di nuove idee.
La creatività e i suoi significati
Vediamo ora che cosa significa creatività, quali sono le caratteristiche del pensiero creativo. Creatività significa dare vita, fare nascere qualcosa che prima non esisteva, e, secondo alcune definizioni, si aggiunge a tali elementi anche la presenza di un valore, che può essere un valore economico o un valore non economico, un valore personale o un valore collettivo, ma limitiamo per ora la definizione alle prime due caratteristiche, costituite dal dare origine a qualche cosa e dalla novità.
Il dare origine a qualche cosa ricorre quando, ad esempio, un artigiano crea un tavolo, un imprenditore crea un’azienda. La novità è un elemento più complesso.
Possiamo distinguere due tipi di novità.
La novità può consistere nel creare qualcosa di diverso da ciò che c’era prima. Ad esempio, in un giardino viene installato un impianto di irrigazione, regolarmente acquistato, che prima non era presente.
In un secondo senso, invece, la novità può fare riferimento alla novità assoluta, che ricorre quando si è in presenza di un’invenzione o di un concetto che non si è mai verificato prima.
Con il termine di “concetto”, in questo contesto, si fa riferimento a un modo per fare un qualche cosa, e non alla classica definizione di concetto, costituita da un’idea o un principio che è connesso con qualcosa di astratto.
Il concetto è un modo per fare un qualche cosa.
Il ponte esprime il concetto di attraversamento, il quale concetto poi può generare nuove idee per attraversare un corso d’acqua, costituite ad esempio dall’utilizzo di un elicottero, dall’attraversamento a nuoto, o con un mezzo anfibio, ad esempio.
Il termine pensiero laterale, i tool del pensiero laterale, si concentrano sull’ultimo significato del termine creatività che abbiamo appena evidenziato, ossia sul significato di creatività come novità assoluta, come invenzione o concetto che non si è mai verificato prima.
Il termine “pensiero laterale” può essere usato in due sensi, uno specifico, e un altro più generale.
In senso specifico, per pensiero laterale si intende un set di tecniche sistematiche utilizzate per cambiare concetti e percezioni e per generare nuove idee.
In senso generale, invece, il termine pensiero laterale fa riferimento all’esplorazione di varie possibilità e approcci, invece che perseguire un singolo approccio.
In senso generale, il pensiero laterale si occupa dell’esplorazione delle percezioni e dei concetti, ma, nel suo senso o significato specifico, si occupa del cambiamento delle percezioni e dei concetti.
Facendo riferimento all’esplorazione e al cambio delle percezioni e dei concetti, è evidente come il pensiero laterale sia connesso anche al superamento del secondo limite del comune modo di pensare, quello che dà prevalenza all’attività di processing rispetto a quella di perception, perché, come abbiamo visto in altri articoli, il pensiero parallelo, conosciuto anche come tecnica dei Sei cappelli per pensare, utilizza le sei frequenze di cui è capace il nostro cervello per potenziare le varie percezioni ed anche per cambiarle.
E, tra tali frequenze, è prevista la frequenza del cappello verde, che è appunto la frequenza relativa alla generazione di nuove idee mediante le tecniche del pensiero laterale.
Il termine pensiero laterale è pertanto riservato alle specifiche tecniche e tool che sono utilizzati in modo sistematico per generare nuove idee e nuovi concetti.
Abbiamo visto come il pensiero laterale sia utilizzato, nella tecnica dei Sei cappelli per pensare, nell’ambito del cappello verde.
Il cappello verde prevede un uso spontaneo dello stesso e un uso non spontaneo (o intenzionale) o provocato.
Ricorre l’utilizzo provocato o non spontaneo (o intenzionale) del cappello verde quando si impiegano le tecniche del pensiero laterale per generare nuove idee nell’ambito della frequenza del cappello verde.
Tuttavia il cappello verde prevede anche un uso spontaneo, ossia senza fare ricorso alle tecniche del pensiero laterale, e questo uso spontaneo è anche denominato “attitudine generale”.
Questa attitudine generale è la volontà generale di andare avanti rispetto a una dichiarazione o a una provocazione, poiché ci sono nuove idee che possono emergere subito.
Una persona che ha praticato il movimento, e che è consapevole delle tecniche di movimento sistematiche in cui consiste il pensiero laterale, spesso otterrà movimenti utili semplicemente utilizzando questa attitudine generale, il cosiddetto cappello verde spontaneo, ossia non utilizzato intenzionalmente in modo provocato mediante il deliberato utilizzo delle tecniche del pensiero laterale.
Il pensiero laterale in azione
Vediamo ora come opera il pensiero laterale.
Al riguardo, per una migliore comprensione, vi invito a fare riferimento alla seguente immagine che vi condivido.

In questa immagine ho identificato con la lettera A il focus, che può essere un’area focus o un purpose focus. L’area focus indica i settori in cui noi vogliamo pensare, in quali ambiti vogliamo generare nuove idee.
Il purpose focus è il focus relativo allo scopo, che consiste fondamentalmente in un problema da risolvere, in un miglioramento da effettuare o in un compito da adempiere.
Secondo gli schemi della logica, il tradizionale modo di pensare, il nostro cervello utilizza appunto schemi o modelli. Dato un focus A, la soluzione è la soluzione B, in base alle regole della logica.
Supponiamo di avere un problema di ordine pubblico in un centro urbano e le forze dell’ordine non hanno disponibili i mezzi con gli idranti per disperdere la folla senza creare lesioni o danni alle persone che si assembrano, e quindi devono in ogni caso risolvere questa problematica.
Il tradizionale modo di pensare prevede di attendere che rientrino altri mezzi disponibili per potere disperdere la folla, ovvero mettere a rischio dei contingenti di forze di polizia che non possono avvalersi di mezzi con idranti, in quanto appunto i mezzi con idranti non sono disponibili.
Quindi la soluzione B è o attendere, oppure impiegare degli uomini con il rischio per la loro incolumità.
Il pensiero laterale ci consente di generare una nuova idea, che è l’idea C. L’idea C consiste, nel caso di specie, nell’utilizzare dei mezzi Canadair, disponibili per estinguere gli incendi, che vengono impiegati per disperdere la folla in modo non letale, gettando sulla stessa dei getti d’acqua, che è in grado assolutamente di diffondere il Canadair.
Una volta generata quest’idea, noi possiamo dire sì, quest’idea, l’idea di utilizzare il Canadair quando non ci sono mezzi con gli idranti, è un’idea logica; ma è logica con il senno del poi. Cosa vuol dire che è logica con il senno del poi? Che non saremmo mai potuti arrivare all’idea C partendo dal focus A, perché il nostro cervello di default utilizza schemi o modelli asimmetrici.
È possibile andare da A a B, ma non è possibile andare da A a C.
Ecco quindi il pensiero laterale, quale tecnica che consente di superare lo stallo della soluzione originata, generata, dal pensiero verticale, che è la soluzione B, e, rompendo gli schemi o modelli, ci consente di generare l’idea C.
Ed è appunto per questo che viene denominato pensiero laterale.
I vari tool del pensiero laterale e la Random Entry (o Entrata casuale)
Quali sono i tool della tecnica del pensiero laterale?
Il pensiero laterale prevede fondamentalmente sette tool, costituiti dal focus, dalle alternative ed estrazione di concetti, dalla sfida (challenge), dalla Random Entry o Entrata casuale, di cui vi darò qualche indicazione in questo stesso articolo, dalla provocazione e movimento, dalla raccolta, e, infine, dal trattamento e valutazione delle idee generate, trattamento che si articola, a sua volta, nell’attività di modellamento e di rafforzamento delle idee generate.
Illustrerò ora uno dei tool più efficaci del pensiero laterale, costituito dalla cosiddetta Random Entry.
In che cosa consiste questo tool?
Questo tool utilizza degli stimoli casuali dei nostri cinque sensi per indurre il nostro cervello a rompere gli schemi o modelli con cui normalmente opera e a generare nuove idee.
Possiamo stimolare il senso del tatto, mediante un oggetto che noi tocchiamo.
Possiamo anche stimolare il senso del gusto, con dei sapori.
Possiamo stimolare il senso dell’olfatto, con degli odori.
Possiamo stimolare il senso dell’udito, con dei suoni, e possiamo infine stimolare il senso della vista, mediante la vista di alcuni oggetti.
Gli oggetti devono essere oggetti concreti e tangibili, e il senso che ha maggiori potenzialità di sfruttare le potenzialità creative del nostro cervello per fagli generare di nuove idee è appunto il senso della vista.
Come stimoliamo il senso della vista?
Il senso della vista lo stimoliamo tramite oggetti concreti e tangibili, se abbiamo la disponibilità della presenza fisica di questi oggetti concreti e tangibili, ma possiamo anche stimolarlo con l’immagine degli oggetti concreti e tangibili, vedendo una foto, un quadro che li rappresenta, ovvero ascoltando o leggendo la parola che li identifica.
Se voglio stimolare la mia vista con un leone, posso avere la presenza fisica di un leone, che guardo a un giardino zoologico, posso avere la foto di un leone, o posso leggere/pronunciare la parola “leone”, che evoca nella mia mente l’immagine appunto del leone.
Per l’operatività di questa tecnica è sempre necessario un focus, che può essere un’area focus, consistente nell’area in cui vogliamo generare nuove idee, o un purpose focus, un focus relativo allo scopo, che consiste fondamentalmente in un problema da risolvere, in un miglioramento da effettuare, o in un compito da assolvere.
Vediamo ora in quali fasi si articola la Random Entry.
Abbiamo visto che con la Random Entry stimoliamo la nostra vista mediante un oggetto concreto e tangibile.
Questo stimolo deve essere uno stimolo random, ossia casuale.
Come è possibile stimolare casualmente la nostra vista?
O con la presenza fisica di un oggetto che abbiamo vicino, o con un oggetto che vediamo ad una certa distanza, o guardando una foto o un altro tipo di immagine in cui l’oggetto è rappresentato, ovvero utilizzando una parola che identifica l’oggetto concreto che poi stimolerà la nostra mente.
Questa parola deve essere una parola casuale.
E come riusciamo a generare questa parola casuale?
È possibile usare dei numeri e selezionare una parola corrispondente in un elenco.
È anche possibile prendere un dizionario, o un altro libro, come un elenco telefonico, e scegliere una pagina a caso, senza guardare, puntate a una posizione su tale pagina, e selezionate il nome che è più vicino al vostro dito.
Potete anche effettuare la stessa operazione generando dei numeri casuali, una coppia di numeri, e mettendo il primo numero in corrispondenza con la pagina del libro o dell’elenco telefonico, e il secondo numero in corrispondenza con la riga, sempre del libro o dell’elenco telefonico.
Un’altra tecnica può essere quella di prendere un giornale o una rivista e, senza guardare, puntare il dito su una pagina aperta.
È infine possibile utilizzare anche un set di flashcard, costituito da un mazzo di carte relative ad oggetti, a frutti, a animali, dei quali viene mostrata la relativa immagine in ogni flashcard in associazione al nome che identifica l’oggetto, l’animale o il frutto di interesse.
Estraete a caso dal mazzo una flash card, ad esempio la flash card relativa alla giraffa, dove vedete l’indicazione “giraffa” e l’immagine della giraffa, e questa flash card stimolerà la vostra mente per generare nuove idee mediante la cosiddetta “Random Entry” o “Entrata casuale”.
La Random Entry o Entrata casuale fa riferimento al tool che utilizza tutti i nostri cinque sensi.
Quando invece utilizziamo una parola casuale, una random word, questa tecnica viene denominata tecnica della “Random Word” o della “Parola casuale”.
Vediamo ora in quali fasi o step si articola la sequenza dell’Entrata casuale.
Il primo step è costituito dalla selezione del focus, che può essere un’area focus o un purpose focus.
Secondo step.
Ottenere uno stimolo casuale o scegliere o generare una parola casuale.
Terzo step.
Effettuare le associazioni rispetto allo stimolo generato, ossia identificare le qualità o fatti relativi allo stimolo generato, o i concetti associati a quello stimolo che noi abbiamo generato, ovvero pensare cosa ispira lo stesso stimolo.
Quarto step, applicare le associazioni al focus, e, quinto step, quasi contemporaneo al quarto, generare nuove idee, perché vedremo come, in esito all’applicazione delle associazioni al focus, a brevissima distanza di tempo, vengono appunto generate nuove idee.
Vi è poi un sesto step, eventuale, che consiste nello scegliere le idee generate nel quinto step per realizzarle, ovvero applicare un altro strumento del pensiero laterale, un altro tool del pensiero laterale, per generare più idee.
Il template originale de Bono per utilizzare la Random Entry (o Entrata casuale)
Vi mostrerò ora un template originale de Bono relativo alla Random Entry o Entrata casuale.

Sul template vedete scritta l’indicazione “LA PAROLA CASUALE”, ma questo modello è utilizzabile anche per l’Entrata casuale in generale.
Primo step
Si parte dal focus, che viene scritto nel campo in alto a sinistra.
Secondo step
Successivamente generiamo una parola casuale o uno stimolo random, che scriviamo nel campo in basso a sinistra.
Terzo step.
Scriviamo sulle frecce (mi riferisco alle frecce che connettono il campo del focus con i campi in cui scriveremo le nuove idee generate) le varie associazioni.
Quarto step, applichiamo le associazioni al focus, e, quinto step, quasi contestualmente, genereremo nuove idee.
Come abbiamo visto, nel template appena mostrato sono presenti delle frecce. Frecce che connettono il focus alle nuove idee generate.
Qual è la funzione di queste frecce?
Come abbiamo visto, le associazioni che vengono effettuate rispetto alla parola casuale, rispetto allo stimolo casuale generato, vengono scritte in corrispondenza delle frecce, e, successivamente, applicando le associazioni al focus, fase 4, viene a brevissima distanza di tempo generata una nuova idea, appunto applicando l’associazione al focus.
La freccia ha la funzione di rendere evidente la generazione della nuova idea connessa al focus mediante l’applicazione della singola associazione al focus. Evidenzia plasticamente, la freccia, la fase 5, in cui, in esito all’applicazione dell’associazione al focus, viene generata la nuova idea per ogni applicazione effettuata della singola associazione.
La freccia che connette il campo della parola casuale (o dello stimolo casuale) al focus ha la funzione di ricordarci la fase 4, ossia di effettuare la previa applicazione dell’associazione al focus per poi passare alla fase 5, nella quale vengono generate le nuove idee.
Pertanto tale freccia non significa che dobbiamo applicare direttamente la parola casuale (o lo stimolo casuale) al focus, ma che dobbiamo applicare al focus l’associazione o le associazioni che effettuiamo in relazione a tale parola o stimolo.
Nel video che trovate in alto vedrete una dimostrazione pratica di utilizzo della Random Entry.
I tool del pensiero laterale e il pensiero parallelo
Possiamo ovviamente utilizzare i tool del pensiero laterale anche nell’ambito della tecnica del pensiero parallelo o dei Sei cappelli per pensare, tecnica da me insegnata quale Trainer certificato de Bono.
Le tecniche del pensiero laterale vengono utilizzate nell’ambito della frequenza del cappello verde, e, a differenza che nell’applicazione diretta delle tecniche del pensiero laterale, che sono fondamentalmente funzionali alla generazione di nuove idee e al loro trattamento, nella tecnica dei Sei cappelli per pensare realizziamo una sequenza di cappelli, che inizia con un cappello blu, termina con un cappello blu, ed inseriamo all’interno di questa sequenza anche un cappello verde, che ci serve a generare nuove idee, che non rimangono semplicemente limitate nell’ambito della frequenza del cappello verde, e, quindi, dei tool del pensiero laterale che le hanno generate, ma vengono attuate mediante ulteriori cappelli, fino a giungere all’applicazione del cappello blu, che ci consente la decisione finale.
Nel video che trovate in alto vedrete una dimostrazione pratica relativa ad una sequenza di cappelli con un cappello verde.
Cosa vi propongo di fare
Ricordate la lezione del Professor de Bono:
“Il pensiero creativo non è un talento, ma un’abilità che può essere appresa”.
Quello che avete visto oggi vi ha dato un assaggio di cosa diventa possibile quando la creatività è metodica, invece che casuale, con evidenti vantaggi di un approccio creativo anche in azienda.
Decidete un purpose focus, ad esempio un miglioramento da apportare a un determinato oggetto che usate quotidianamente, e provate a generare nuove idee per migliorarlo.
Se volete, potete condividere con me i risultati della vostra esperienza nel provare a generare nuove idee per migliorare il vostro oggetto nei commenti al video che trovate in alto.
Se avete dei dubbi su come sviluppare il pensiero creativo e praticarlo, utilizzando le tecniche di pensiero che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori per generare nuove idee quando devono prendere importanti decisioni per il futuro delle loro aziende, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.



