Pensare per immagini per sbloccare la mente

Vi è mai capitato di avere un’idea così complessa, che le parole non bastavano per spiegarla?

Ecco il problema. Il nostro cervello pensa per immagini, ma noi continuiamo a costringerlo in liste, testi lineari e appunti convenzionali.

Il pensiero per immagini e l’esigenza di trovare nuovi metodi di indagine della realtà per potenziare la nostra percezione

In questa serie di tre articoli scopriremo come pensare per immagini attraverso tre strumenti rivoluzionari, le mappe mentali, le mappe concettuali e le flowscapes del Professor Edward De Bono.

Oggi iniziamo con una panoramica e le mappe mentali. Abbiamo visto in un altro articolo l’importanza della percezione, che è il modo attraverso il quale il nostro cervello organizza le informazioni che provengono dal mondo esterno.

La percezione potenziata consente al nostro cervello di pensare per immagini e di arrivare, tramite il pensiero parallelo a risultati altamente efficaci, a dare prevalenza e priorità, come è corretto, all’attività di perception, di percezione, rilevazione dei dati rispetto all’attività di processing, che consiste nella loro elaborazione.
Quindi è estremamente importante, per potenziare la nostra capacità di pensiero, imparare a pensare per immagini.

Il pensiero verticale, o adversarial thinking, che è basato sulla logica, sul metodo logico, ha invece la necessità di trovare una definizione esatta per ogni cosa.
Una parola, un termine, devono sempre indicare la stessa cosa, lo stesso concetto.

Quindi è molto importante, per l’umanità, trovare nuovi metodi di indagine della realtà e a questo abbiamo visto assolve in modo altamente efficace il pensiero parallelo.

Alla rigidità delle definizioni, delle denominazioni, del pensiero logico o dell’adversarial thinking o pensiero verticale è collegata una rigidità delle classificazioni, la quale a sua volta conduce nell’attività di problem solving a una impostazione obbligata del problema con le conseguenze negative del caso perché e come ha evidenziato il Professor Edward de Bono, non sempre è possibile identificare la causa di un determinato problema e in molti casi, anche identificando la causa del problema, la sua rimozione non ne comporta la soluzione.

Il superamento della rigidità delle definizioni, delle denominazioni e delle classificazioni attraverso il pensiero per immagini

Come si esce da questo impasse?
Come facciamo a superare la rigidità delle definizioni, delle denominazioni e delle classificazioni?

La via principale e più efficace è quella di imparare a pensare per immagini visive senza usare per nulla parole, vocaboli, né linguaggio.
Le immagini visive hanno infatti una fluidità e una plasticità che le parole, i vocaboli, il linguaggio non potranno mai possedere.

Occorre prestare attenzione.
Può essere abbastanza agevole e facile formulare dei concetti per immagini, pensare per immagini visive, ma è difficile esprimere ciò che si è pensato.

Ciò è dovuto alla circostanza che il tradizionale modo di pensare, l’adversarial thinking, ci ha abituato ad usare le boxes, le scatole, che, attraverso la logica, cercano di incasellare, di categorizzare, ogni aspetto della realtà, utilizzando appunto delle denominazioni, delle classificazioni, che sono basate sul linguaggio.

Il pensiero per immagini va espresso attraverso tool, strumenti, che non possono assolutamente essere costituiti dal linguaggio, dalle boxes, che sono appunto gli elementi caratteristici del pensiero verticale, dell’adversarial thinking, per cui occorre trovare dei tool, degli strumenti, che consentono non solo di pensare per immagini, ma anche di esprimere efficacemente ed adeguatamente il pensiero per immagini.

Gli aspetti scientifici del pensiero visuale o pensiero per immagini

Quali sono gli aspetti scientifici del pensiero visuale o del pensiero per immagini?

Un primo contributo scientifico di notevole importanza è la cosiddetta “Dual Coding Theory”, che è stata elaborata da Allan Paivio nel secolo scorso.

In base a questa teoria, il nostro sistema cognitivo elabora le informazioni attraverso due canali specializzati e indipendenti, il sistema verbale, che processa le informazioni linguistiche, simboliche e sequenziali, e il sistema visuo-spaziale, che gestisce le informazioni sensoriali, le immagini mentali e le rappresentazioni spaziali.

Lo studioso ha evidenziato come i due sistemi possono operare simultaneamente e in modo indipendente, sono comunque interconnessi e si influenzano, per cui le informazioni elaborate da entrambi i sistemi vengono ricordate meglio, e questo viene denominato “effetto di doppia codifica”, e per tale ragione le immagini spesso sono più facili da ricordare delle parole.

Un altro aspetto scientifico importante è costituito dalla circostanza che il cervello elabora le immagini 60.000 volte più velocemente del testo.

Terzo elemento scientifico di fondamentale importanza è costituito dagli studi della studiosa Betty Edwards, che ha scritto la fondamentale opera, “Drawing on the Right Side of the Brain” (“Disegnare con la parte destra del cervello”), nel 1979.

Secondo questa studiosa, il cervello ha due modalità di percezione e di analisi della realtà: il lato/emisfero sinistro, che è verbale e analitico, e il lato/emisfero destro, che è visivo e percettivo.

Betty Edwards ha elaborato un metodo che consente di aggirare, di superare la censura dell’emisfero sinistro e liberare l’espressività dell’emisfero destro, perché altrimenti l’emisfero destro corre il rischio di essere censurato, frenato, limitato, dall’emisfero sinistro.

Quali sono le funzioni controllate dall’emisfero sinistro secondo Betty Edwards?
Le funzioni sono costituite dalla logica, dai numeri, dalla sequenza, dall’analisi, dalle parole e dalle liste.

L’emisfero destro invece controlla l’orientamento nello spazio, l’immaginazione, il colore, la consapevolezza olistica, i sogni a occhi aperti e la dimensione.

I vantaggi del pensiero per immagini

Quali sono i vantaggi del pensiero per immagini?

Innanzitutto la comprensione immediata, tramite il pensiero per immagini, perché chi apprende utilizzando il pensiero per immagini, vede l’insieme prima dei dettagli.

Il potenziamento della memoria, in quanto le immagini si ricordano meglio delle parole.

La creatività amplificata, in quanto pensare per immagini rende più efficace la creatività, la generazione di nuove idee da parte del nostro cervello.

E infine la comunicazione efficace, in quanto un’immagine vale più di mille parole.

Il pensiero per immagini e gli strumenti per praticarlo: le mappe mentali

Esaminiamo ora il primo tool che consente di pensare per immagini, costituito dalle cosiddette mappe mentali.

Cosa sono le mappe mentali?

Il padre delle mappe mentali è il famoso psicologo britannico Tony Buzan, che le ha elaborate negli anni 70.

Le caratteristiche di base delle mappe mentali si basano sulla loro imitazione del funzionamento naturale del cervello umano per facilitare la memorizzazione di informazioni e la loro comprensione.

L’intuizione di maggiore rilevanza che ha avuto Tony Buzan è quella di avere configurato il suo tool in modo simile alla struttura dei neuroni umani.
Come i neuroni hanno un nucleo e un soma, da cui si dipartono assone e dendriti, che sono delle ramificazioni delle cellule cerebrali, ossia dei neuroni, così le mappe mentali hanno una serie di ramificazioni configurate, strutturate, nello stesso modo in cui sono strutturati i neuroni umani.

La tecnica elaborata da Tony Buzan parte dalla critica ai cosiddetti appunti convenzionali, costituiti dal modo di prendere appunti, divenuto standard nel sistema occidentale e tuttora piuttosto diffuso, che consiste nello scrivere da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso.

Tony Buzan evidenzia come il cervello non opera in modo lineare, salta da concetto a concetto, da idea a idea, da associazione a associazione, mentre gli schemi tradizionali costringono il lettore a scansionare da sinistra a destra e dall’alto verso il basso, come abbiamo visto.

E ciò è in contrasto con la preferenza naturale del cervello, perché la preferenza naturale del cervello è di scansionare l’intera pagina in modo non lineare.

Le mappe mentali consistono nella rappresentazione grafica del pensiero umano e servono a studiare, a memorizzare, a organizzare, a pianificare, e, più in generale, a potenziare il pensiero e appunto a pensare per immagini.

Le mappe mentali, a differenza delle mappe concettuali, che esamineremo nel prossimo articolo, hanno una struttura geometrica di tipo radiale, simile a quella del neurone umano, con una serie di rami o collegamenti che si diramano da un cosiddetto tema centrale.

Hanno inoltre una struttura gerarchica, esiste una gerarchia tra i vari nodi della mappa mentale, ed infine sono caratterizzate dall’utilizzo di colori, mentre invece le mappe concettuali sono tendenzialmente monocromatiche.

Vi mostro ora una mappa mentale da me confezionata, che parte dal cosiddetto tema centrale, che potete vedere nell’immagine, costituito dalle vacanze.

Ora, come vedete, la mappa mentale ricorda la struttura di un neurone umano, in quanto ha una serie di rami che si dipartono dal centro verso la periferia, ed è questa la struttura radiale delle mappe mentali, e, nel caso di specie, abbiamo un tema centrale, che è costituito dall’argomento, dal problema o dal pensiero di cui vogliamo trattare nella realizzazione appunto della mappa mentale, e poi abbiamo una serie di nodi che sono collegati al tema centrale da dei rami che, nel caso di specie, hanno la caratteristica di essere delle relazioni tra il nodo principale e il nodo figlio.

Il nodo principale è costituito dal tema centrale, nel caso di specie le vacanze; abbiamo inoltre una serie di nodi figli, costituiti dalla montagna, dal relax, dal mare, dall’avventura, dalla famiglia e dagli amici.

Come vedete, oltre che avere la mappa mentale una struttura radiale, perché ha una serie di rami che si irraggiano dal centro verso la periferia, ha altresì la presenza di colori, che servono a fare comprendere meglio, a fare visualizzare con chiarezza ed efficacia, i concetti e le idee che vengono trattati dalla mappa mentale.

Nel caso della montagna ho utilizzato il grigio roccia.
Nel caso del relax ho utilizzato il verde salvia, che evoca appunto il relax.
Nel caso del mare ho utilizzato il blu oceano.
Nel caso dell’avventura ho utilizzato l’arancione vibrante, che evoca energia, dinamismo e coraggio.
Nel caso della famiglia ho utilizzato un colore rosso, che evoca amore, affetti, calore, legami profondi.
E nel caso degli amici ho utilizzato un giallo, che evoca la gioia, la condivisione e la positività.

Gli ulteriori vantaggi delle mappe mentali rispetto a quelli, generali, del pensiero per immagini

Vi illustro ora i vantaggi che hanno le mappe mentali, ulteriori rispetto a quelli che abbiamo già visto essere del pensiero per immagini, che sono costituiti dalla comprensione immediata, dalla memoria potenziata, dalla creatività amplificata e dalla comunicazione efficace.

Oltre a questi vantaggi, che sono anche delle mappe mentali, le mappe mentali hanno il vantaggio di facilitare il pensiero laterale e il pensiero parallelo, perché non pongono nessun limite alla generazione di idee, e danno altresì una visione d’insieme, in quanto tutto ciò che è rappresentato dalle mappe mentali è collegato e visibile.

Le mappe mentali costituiscono uno strumento altamente efficace per realizzare il cosiddetto design thinking, che riesce a gestire al meglio il futuro, che con il pensiero verticale o il tradizionale modo di pensare è difficilmente gestibile, e aiuta molto i CEO nella gestione delle problematiche delle aziende che loro amministrano.

Gli ambiti di applicazione dei vari tool per pensare per immagini

Vediamo ora in quali casi vengono utilizzati questi tre tool costituiti dalle mappe mentali, dalle mappe concettuali e dalle flowscapes.

Le mappe mentali vengono fondamentalmente utilizzate per praticare il pensiero laterale e il pensiero parallelo, per esplorare le possibilità, e, più in generale, per pensare in modo maggiormente efficace.

Le mappe concettuali vengono invece utilizzate per strutturare logicamente le relazioni tra concetti e conoscenze, utilizzando esclusivamente i criteri della logica, del pensiero verticale, dell’adversarial thinking.

Le flowscapes servono invece, nell’ambito dello strategic thinking, del pensiero strategico, a realizzare la mappatura delle percezioni umane, mappatura che poi consente potenziali interventi sulle stesse percezioni, facilitando l’individuazione delle aree di intervento del processo di pensiero per cambiare e/o potenziare le percezioni stesse.

Cosa vi propongo di fare

Riflettete sulle vostre esperienze in cui avete provato a realizzare dei  progetti per favorire la crescita della vostra azienda aiutandovi, per la loro rappresentazione visiva, solo con dei tradizionali appunti convenzionali, costituiti da parole, vocaboli, scritti su un supporto di carta o in un file in formato Word, appunti rivelatisi scarsamente o totalmente inefficaci per perseguimento dei vostri obiettivi.

Se avete dei dubbi su come sbloccare la vostra mente praticando il pensiero per immagini o il pensiero visuale attraverso i tool ai quali ho fatto in precedenza riferimento, praticando il pensiero strategico, tecnica che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori per mettere a fuoco le problematiche delle loro aziende, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.