Vi è mai capitato di avere una serie di riunioni con i vostri collaboratori o nell’ambito del board di cui fate parte, con l’obiettivo di generare nuove idee per migliorare un prodotto o un servizio, e di uscire dalle stesse con le idee confuse, avendo la sensazione che tutte le riunioni andassero alla deriva come una barca priva di propulsione e in balia delle onde?
Questa situazione è piuttosto frequente, poiché il comune modo di pensare non favorisce la collaborazione tra i membri di un team per generare le idee di cui la vostra azienda ha bisogno.
Vediamo insieme come potere ovviare agli inconvenienti evidenziati.
I limiti del comune modo di pensare e il loro superamento tramite il pensiero laterale
La tecnica del pensiero laterale può trasformare il vostro team in una macchina di innovazione. I team che applicano o praticano il pensiero laterale hanno un enorme vantaggio competitivo. Analizziamone il perché.
Innanzitutto il pensiero laterale rompe i bias cognitivi, riesce a superare la rigidità degli schemi o modelli che vengono costantemente utilizzati da chi pratica il tradizionale modo di pensare, che è il cosiddetto pensiero verticale o adversarial thinking. Pensiero che è utile ma non sufficiente, perché impedisce al nostro cervello, alla nostra mente, di generare nuove idee.
Per tale ragione, quindi, il pensiero laterale è un formidabile strumento per amplificare la creatività, per determinare l’incremento della capacità produttiva generativa di nuove idee.
Inoltre il pensiero laterale riduce il cosiddetto rischio di omogeneizzazione nei team.
In che cosa consiste questo rischio di omogeneizzazione? Praticando il tradizionale modo di pensare, basato fondamentalmente sulla logica, sul pensiero verticale, sull’adversarial thinking, se in un team, in un gruppo di lavoro, vi sono difficoltà, da parte di uno o più componenti, nella generazione di nuove idee, gli altri componenti del gruppo si rassegnano, omogenizzano i loro comportamenti a quelli di coloro che hanno espresso, manifestato la difficoltà, l’impossibilità di generare nuove idee.
I numeri parlano chiaro, secondo uno studio dell’IBM condotto nel 2010, il cosiddetto IBM 2010 Global CEO Study, basato su delle interviste ad oltre 1500 CEO di 60 paesi, la competenza di leadership più cruciale per il successo futuro è stata identificata nella creatività, molto più importante dell’integrità, della visione o della disciplina manageriale.
Molte altre imprese hanno praticato e praticano con successo la tecnica del pensiero laterale per aumentare la produttività e la competitività dei loro team, soprattutto per la creatività e la generazione di nuove idee.
La tecnica del pensiero laterale
La tecnica del pensiero laterale è stata elaborata dal Professor Edward de Bono all’inizio degli anni ‘60 ed è una tecnica che serve a stimolare la generazione di nuove idee.
In che cosa consiste il pensiero laterale?
Utilizzando i tradizionali modi di pensare, gli schemi o modelli, la nostra mente, in presenza di una determinata esigenza, di un problema da risolvere, applica le soluzioni basate su esperienze passate. Il nostro cervello ha grandi difficoltà a generare soluzioni innovative in quanto appunto procede mediante schemi o modelli.
Ad esempio, all’esigenza A, all’esigenza di risolvere il problema A, il focus, la logica risponde con la soluzione B, che è quella tradizionalmente utilizzata per risolvere questo tipo di problematica.
Come ha evidenziato il Professor Edward de Bono, non è sempre possibile identificare la causa di tutti i problemi. E quando anche si riesce a identificare la causa di un determinato problema, la sua rimozione spesso non è idonea a risolvere il problema stesso.
La tecnica del pensiero laterale consente di generare nuove idee rompendo gli schemi o modelli del pensiero verticale, della logica, attraversando i rigidi schemi previsti da queste tradizionali tecniche di pensiero e generando in tale modo nuove idee.
Le nuove idee appaiono logiche una volta generate, ma appaiono logiche, come evidenziava il Professor de Bono, con il senno del poi. Che cosa significa? Significa che non saremmo mai stati in grado di generare queste nuove idee utilizzando i classici schemi o modelli del pensiero verticale.
Vediamo ora il pensiero laterale, che è altamente creativo, in azione.
Al riguardo, per una migliore comprensione, Vi invito a fare riferimento alla seguente immagine che vi condivido.

Applicando i tradizionali schemi o modelli del pensiero verticale, in presenza di un determinato problema A, un purpose focus, tali schemi o modelli determinano anche la soluzione necessitata che, nell’immagine, è rappresentata dalla soluzione B.
Se, ad esempio, ci è stato prescritto un determinato farmaco che dobbiamo assumere sciolto in due dita di acqua, le regole della logica ci dicono di prendere una bottiglietta d’acqua, di versare l’acqua nel bicchiere fino a raggiungere il livello di due dita e di sciogliere il farmaco nell’acqua per poterlo poi assumere.
Supponiamo di trovarci in un luogo in cui è presente un distributore automatico di bottigliette di acqua e altre bevande, che però non ha la funzione di erogazione del bicchiere vuoto. In questo caso le regole della logica, gli schemi o modelli del pensiero verticale, non ci consentono di trovare una soluzione che ci aiuti ad assumere il farmaco che ci è stato prescritto.
Con il pensiero laterale, invece, dal blocco B, impossibilità di procedere perché manca il bicchiere, rompiamo lo schema o modello che va da A a B (evidenziato con una freccia nera continua), e che è rigido, basato su regole logiche, e lo attraversiamo fino a generare una nuova idea che è l’idea C (ho evidenziato tale attraversamento tramite la freccia verde).
L’idea C, nel caso di specie, consiste nel prendere dalla macchina erogatrice una bottiglietta piena d’acqua, rimuovere dalla stessa la quantità d’acqua superflua rispetto al livello di due dita, versare all’interno della bottiglietta la polvere solubile del farmaco che ci è stato prescritto, attendere qualche secondo e assumere il farmaco disciolto nella bottiglietta in cui è presente la sola quantità di acqua prescritta, bevendo quanto contenuto nella bottiglietta.
Questa soluzione che abbiamo individuato, questa nuova idea, appare logica con il senno del poi, perché consente di risolvere il problema dell’assunzione del farmaco, ma non saremmo mai stati in grado di raggiungere questa soluzione partendo direttamente da A secondo gli schemi o modelli del pensiero verticale.
È stato creato un nuovo modello dalla nostra mente, ricorrendo al pensiero laterale, che soddisfa il focus A, ma, come vedete dalla freccia nera tratteggiata, non saremmo ai stati in grado di arrivare da A a C perché le regole della logica, gli schemi o modelli, prevedono necessariamente che si vada solo da A a B.
Il pensiero laterale costituisce pertanto la tecnica di pensiero che consente di rompere, superare, attraversare gli schemi o modelli per potere generare nuove idee.
Il pensiero laterale e il tradizionale brainstorming
Il pensiero laterale è una tecnica altamente innovativa rispetto al tradizionale brainstorming, che consiste nella previsione di sessioni di pensiero in cui tutti i partecipanti sono liberi di manifestare le idee che vengono loro in mente senza alcuna censura o critica da parte degli altri partecipanti al processo di pensiero; a tale fase ne seguirà una successiva in cui le idee generate vengono testate e verificate.
Il brainstorming qualche volta può generare nuove idee, ma non assicura la sistematica e costante generazione di idee ad ogni sessione di pensiero, in quanto appunto questa tecnica è idonea a generare idee accidentalmente, casualmente, e non secondo una tecnica raffinata e collaudata che assicura in ogni caso la generazione di nuove idee, come avviene nel caso del pensiero laterale, che ha una serie di tool che consentono di rompere, spezzare in modo organizzato e sistematico gli schemi o modelli del pensiero verticale per liberare tutta la creatività di cui è capace il nostro cervello.
La tecnica del pensiero laterale che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori a praticare per generare nuove idee, risolve uno dei problemi del tradizionale modo di pensare, che è appunto la carenza di creatività, la inidoneità a generare nuove idee, ed è una formidabile tecnica che, come abbiamo visto, consente di superare i rigidi schemi o modelli del pensiero verticale.
Come sfruttare il potenziale creativo dei team di lavoro
Occorre distinguere tra la creatività individuale e la creatività di un team o di vari team aziendali. Con specifico riferimento all’impiego della tecnica del pensiero laterale nei team delle imprese, è di estrema importanza raccordare tale tecnica con un’altra tecnica elaborata dal Professor Edward de Bono, che è la cosiddetta tecnica del pensiero parallelo, nota anche come tecnica dei Sei cappelli per pensare, tecnica che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori per utilizzare efficacemente tutte le frequenze di pensiero di cui è capace il loro cervello e sfruttare al massimo le potenzialità nei team di lavoro.
Questo in quanto quando più persone partecipano ad un processo di pensiero, utilizzando i tool del pensiero laterale, la tecnica del pensiero parallelo consente di moltiplicare le energie creative dei vari partecipanti al team creativo, facendo raggiungere al team nel suo complesso risultati innovativi di alto valore ed efficacia.
Le caratteristiche del pensiero parallelo sono costituite dalla circostanza che, a differenza che nel tradizionale modo di pensare, cosiddetto adversarial thinking o pensiero verticale, tutti i pensatori del team sono concentrati sull’argomento, sul focus, non sui pensieri degli altri sull’argomento.
Quindi i loro pensieri convergono tutti sul focus, sulla generazione di nuove idee per la soluzione del problema.
Se vi sono differenti opinioni tra i partecipanti al processo di pensiero, non si tende a farle prevalere l’una sull’altra, ma vengono parcheggiate, viene presa nota di queste differenti opinioni e verranno prese in considerazione in seguito se necessario.
Altra caratteristica del pensiero parallelo è costituita dalla circostanza che i cappelli, che rappresentano le frequenze di pensiero di cui è capace il nostro cervello, i modi di pensare, forniscono indicazioni, direzioni parallele per osservare l’argomento di cui si sta trattando e non si pongono in conflitto, in opposizione tra loro, come avviene invece nel caso del modo tradizionale di pensare, del cosiddetto adversarial thinking.
Quindi il pensiero parallelo è uno strumento formidabile di raccordo delle energie creative dei pensatori che praticano il pensiero laterale nell’ambito dei vari team, costituendo una formidabile tecnica di creatività per il lavoro di squadra.
Assume fondamentale importanza, nella tecnica del pensiero parallelo, dei Sei cappelli per pensare, il ruolo del cappello blu, che è il cappello della metacognizione, relativo alla organizzazione del processo di pensiero, al controllo e alla selezione dell’uso degli altri cappelli. Il soggetto che indossa il cappello blu, che è colui che guida il team e tutto il processo di pensiero, ha una fondamentale importanza, sia per coordinare le energie creative dei soggetti che con lavoro di squadra partecipano nel team alla sessione di pensiero, sia per coordinare i lavori del team con quelli degli altri team dell’azienda in cui saranno presenti altri soggetti che praticano la tecnica dei Sei cappelli per pensare, formati all’uso di tale tecnica de Bono.
Tali soggetti indossano il cappello blu per raccordarsi anche con altri team con cui sono in relazione, per potere portare a sintesi e alla massima efficienza i risultati creativi generati dai vari team nell’ambito dell’azienda.
La selezione e l’attuazione delle idee generate dai team
Un altro importante vantaggio o beneficio del coordinamento della tecnica dei Sei cappelli per pensare o pensiero parallelo con il pensiero laterale è costituito dalla selezione delle idee generate mediante il pensiero laterale, procedendo alla individuazione di quelle che possono avere una efficiente attuazione nell’ambito dell’azienda e alla eliminazione di quelle che si rivelano eccessivamente costose o difficilmente praticabili allo stato attuale della tecnica.
In tale modo verranno attuate e sviluppate le idee migliori e che hanno maggiore possibilità di una loro efficace attuazione nell’attività dell’azienda.
Cosa vi propongo di fare
Riflettete sulle vostre esperienze in cui avete percepito e rilevato delle difficoltà nel coordinare sia i lavori all’interno dei vostri team in azienda, sia quelli dei vari team aziendali che operano in autonomia per poi doversi coordinare, non riuscendo a sfruttare il potenziale creativo dei team.
Se avete dei dubbi su come intervenire per sfruttare al meglio la creatività in azienda dei vostri collaboratori e dei team aziendali in cui sono impiegati, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.



