Vi è mai capitato di dovere risolvere un problema o tentare di migliorare un vostro prodotto o servizio e sentirvi come soldati che vanno in battaglia senza allenamento o equipaggiamento adeguati e avere la sensazione che il vostro cervello stia girando a vuoto come quando affrontate le sabbie mobili?
Questa situazione è piuttosto frequente, poiché per sviluppare il suo potenziale mentale il nostro cervello ha anche bisogno di un allenamento adeguato per praticare le tecniche di pensiero finalizzate a tale sviluppo.
Vediamo insieme come potere allenare la nostra mente.
L’allenamento del cervello
Per molti aspetti il nostro cervello è simile a un muscolo che va allenato per poterne sfruttare a fondo le potenzialità.
Il Professor Edward de Bono diceva spesso: “Perché avere una mente se non potete cambiarla?”. Con tale frase intendeva appunto riferirsi allo sfruttamento di tutte le potenzialità della nostra mente.
Altra analogia cara al Professor Edward de Bono era il rapporto tra la potenza di un’auto e le capacità di pilotaggio di chi la guida, di chi la conduce. Come le capacità di pilotaggio sono fondamentali per potere sfruttare a fondo le potenzialità di un’auto, in senso simile le tecniche di pensiero sono fondamentali per potere sfruttare a fondo le potenzialità della nostra mente, per sviluppare il potenziale mentale, trasformandolo da potenza in atto.
Al riguardo è di fondamentale importanza l’allenamento del cervello. L’allenamento in generale consiste in attività o esercizi il cui effetto è quello di darci maggiore sicurezza, abilità ed efficacia nello svolgere attività in generale o nell’affrontare sfide in particolare. L’allenamento della mente è fondamentalmente basato sulla cosiddetta neuroplasticità, che è la straordinaria capacità del cervello di modificarsi e riorganizzarsi in risposta alle nostre esperienze.
Vediamo ora come è possibile allenare la mente per potere migliorare tutti i settori e aspetti dell’attività di impresa. Il nostro cervello di default funziona tramite l’impiego di schemi o modelli, pattern, che vengono da nostre esperienze passate o le esperienze passate di altre persone nelle cui capacità nutriamo fiducia. Il problema è che il tradizionale modo di pensare, basato esclusivamente sulla logica, sull’adversarial thinking, non sempre è in grado di gestire il futuro, se non nella misura in cui dobbiamo affrontare situazioni identiche a quelle passate.
Al riguardo vi invito a consultare il precedente articolo Pensiero parallelo e pensiero lineare: quali differenze?
Come imparare a potenziare le nostre percezioni e a focalizzare la nostra attenzione
Prima di elaborare con vari strumenti e tecniche i dati e le informazioni, cosiddetta attività di processing, dobbiamo raccogliere e recepire gli stessi dati e informazioni affinché il processo di elaborazione sia efficace e di successo.
Il Professor Edward de Bono ha dimostrato in molti suoi studi certificati e verificati da scienziati di rilevanza internazionale come spesso gli esseri umani diano prevalenza all’attività di processing, di elaborazione dei dati, rispetto a quella di perception o di recepimento dei dati, evidenziando come l’inserimento nell’attività di elaborazione di un dato errato inevitabilmente si ripercuoterà sul risultato finale dell’attività di elaborazione rendendolo assolutamente inattendibile in quanto appunto il dato elaborato è a sua volta non verificato e non attendibile.
La percezione potenziata è la via del successo degli uomini in generale e degli imprenditori in particolare. In cosa consiste la percezione? Possiamo definirla come il modo in cui il cervello organizza le informazioni che riceve dal mondo esterno attraverso i nostri sensi.
Per una percezione efficace è di fondamentale importanza il flusso di attenzione attraverso il quale recepiamo le informazioni dal mondo esterno. Tale flusso è determinato:
● in parte da ciò che abbiamo all’esterno, da ciò che ci circonda e con cui ci relazioniamo, con cui entriamo in contatto,
● in parte dagli attuali schemi o modelli percettivi del nostro cervello, ossia basati sull’esperienza passata, e,
● in parte, dagli schemi o modelli di attenzione che abbiamo sviluppato e che possiamo, e, per avere successo, dobbiamo continuare a sviluppare.
Affinché il nostro cervello sviluppi tali nuovi schemi o modelli percettivi potenziati, è necessario praticare delle tecniche preordinate a potenziare le nostre percezioni. Una delle più efficaci è costituita dal cosiddetto pensiero parallelo o tecnica dei Sei cappelli per pensare.
Al riguardo vi invito a consultare, per approfondimenti, il precedente articolo Pensiero parallelo e pensiero lineare: quali differenze?
Una volta appresa tale tecnica, occorrerà praticarla per mantenere il nostro allenamento tenendo presenti i seguenti accorgimenti. Primo aspetto di fondamentale importanza è l’allenamento dell’attenzione focalizzata funzionale al processo decisionale. In che cosa consiste questo tipo di allenamento?
Dobbiamo evidenziare due aspetti della focalizzazione.
Con il termine “focalizzazione” mi riferisco sia all’utilizzazione delle sei frequenze di pensiero, modi di pensare, di cui è capace il nostro cervello, uno alla volta, senza effettuare sovrapposizioni, senza incorrere nel cosiddetto spaghetti thinking, mandando in conflitto tra loro le frequenze di pensiero di cui è capace il nostro cervello, sia al focus, che, nell’attività imprenditoriale, è fondamentalmente un purpose focus, ossia un focus relativo allo scopo, che consiste nella soluzione di problemi, nel miglioramento di prodotti o servizi o nell’assolvimento di determinati compiti di interesse dell’imprenditore.
Quest’ultimo fattore, ossia il focus, è di estrema importanza per allenarsi a praticare le tecniche di pensiero, ed al riguardo è altamente allenante effettuare esercizi di problem solving, di risoluzione dei problemi, sotto pressione temporale, ossia in limitati spazi temporali, ed è altresì importante effettuare simulazioni di scenari decisionali complessi.
Qui entra in gioco il cosiddetto pensiero strategico che è una tecnica che serve alla messa a fuoco dei problemi, alla messa a fuoco delle problematiche, perché l’errore in cui spesso incorrono molte società, molti imprenditori, è quello di passare immediatamente all’attività di strategic planning o di strategic implementation, rispettivamente di pianificazione strategica e di implementazione strategica, senza aver effettuato prima un adeguato strategic thinking, ossia il pensiero strategico, che serve a mettere a fuoco il problema che stiamo affrontando. Soltanto mettendo a fuoco il problema è possibile svolgere con successo le successive attività di pianificazione strategica e di implementazione strategica.
La paura di sbagliare e la comune e diffusa considerazione negativa dell’errore
Altro aspetto importante dell’attività di allenamento della nostra mente è eliminare la paura di sbagliare. Non dobbiamo avere paura o timore di sbagliare. Qui entra in gioco la tematica dell’errore e del significato che viene comunemente dato al termine “errore”.
Normalmente l’errore viene visto e percepito come un qualcosa di assolutamente negativo, che va evitato ad ogni costo. Ciò deriva innanzitutto dal tradizionale modo di pensare, che risale a oltre duemila anni fa, che è basato fondamentalmente sulla logica e sul cosiddetto adversarial thinking: abbiamo una serie di boxes, di categorie in cui cerchiamo di incasellare tutto, per cui ciò che non rientra in una categoria precedentemente creata è considerato errore, deviazione dalla categoria, e siamo naturalmente portati a esprimere un giudizio altamente negativo dell’errore in tutti i settori della nostra società.
Altro aspetto relativo all’errore è costituito dai limiti delle varie lingue in cui viene espresso, sia della lingua inglese, che fa riferimento al “mistake”, sia della lingua italiana, che fa riferimento all’”errore”, perché in entrambe le lingue, come ha evidenziato il Professor Edward de Bono, non abbiamo un termine che esprima adeguatamente ciò che dovremmo in realtà intendere per errore.
L’errore dovrebbe essere definito come il tentativo pienamente giustificato che, per una ragione, al di fuori del vostro controllo non ha avuto successo.
Dando al termine errore questo significato, viene eliminata la paura appunto di incorrere negli errori e gli errori possono essere invece una risorsa perché costituiscono appunto dei tentativi giustificati che non hanno avuto successo, tentativi giustificati da cui possiamo evidentemente imparare e migliorare vari aspetti delle nostre attività.
In questo modo possiamo pertanto esporci nell’allenamento della nostra mente ai rischi senza avere paura di sbagliare, senza avere paura di incorrere in errori, e contestualmente incrementare le sfide per tentare di risolvere le varie problematiche, per tentare di migliorare i nostri prodotti e i nostri servizi e aumentando il grado di difficoltà di queste sfide.
Allenare la mente all’overlap
Un utile esercizio di allenamento della nostra mente consiste nel cosiddetto overlap, che è costituito dall’analisi dei pensieri e delle azioni passate, provvedendo alla loro integrazione nel caso in cui si rilevassero delle omissioni. L’overlap consiste fondamentalmente nella sovrapposizione, alle immagini che ha percepito la nostra mente, di ulteriori percezioni per verificare, ad esempio, se possiamo migliorare qualcosa che abbiamo fatto in passato.
Abbiamo svolto una determinata attività, pensavamo di averla completata a regola d’arte, e, a distanza di giorni, o anche di settimane, torniamo con la nostra mente a tale attività e rileviamo che abbiamo omesso determinati step, e, se crediamo, possiamo di nuovo porre in essere quegli step per integrare l’attività, per portarla ad un livello di risultati superiori.
Imparare a pensare per immagini
Strettamente connessa con l’overlap è la tematica del pensiero per immagini. È opportuno, nell’allenamento della nostra mente, imparare a pensare per immagini, ossia a distaccare il nostro pensiero dalla connessione con il linguaggio, con le boxes, che appunto sono basate sulla rigidità delle definizioni e delle classificazioni. E questo può portare a risultati altamente efficaci e anche a generare nuove idee.
La tecnica di pensiero per immagini viene da me insegnata nei miei corsi sul pensiero strategico, che, come trainer de Bono, insegno a praticare agli imprenditori per mettere a fuoco le loro problematiche.
La pratica del cappello giallo
Altro importante esercizio per allenare la nostra mente è costituito, nell’ambito della tecnica dei Sei cappelli per pensare, dall’utilizzo del cappello giallo, che è quella frequenza di pensiero che rileva benefici, valori, aspetti positivi, quando saremmo spontaneamente portati a valutare determinati eventi, determinate situazioni, in modo assolutamente negativo basandoci appunto sulle nostre categorie logiche.
Questo cappello, questa frequenza di pensiero richiede sforzo, perché non siamo naturalmente portati a rilevare valori o aspetti positivi in situazioni che tradizionalmente consideriamo negative, ed è per questo che è altamente opportuno esercitare la nostra mente a utilizzare la frequenza del cappello giallo.
La tecnica di utilizzo delle frequenze di pensiero viene da me insegnata nei miei corsi sui Sei cappelli per pensare, tecnica che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori per utilizzare efficacemente tutte le frequenze di pensiero di cui è capace il loro cervello.
Allenare la mente al pensiero creativo
Altro aspetto importante per l’allenamento della mente è il cosiddetto potenziamento della creatività, con il correlato incremento della capacità di innovazione.
Il pensiero creativo serve ad allenare la nostra mente. Il nostro cervello di default non è creativo e, per generare nuove idee, viene efficacemente utilizzata la tecnica del pensiero laterale, elaborata dal Professor Edward de Bono, con i suoi vari tool che servono a realizzare la cosiddetta creatività provocata o creatività intenzionale.
Di default il nostro cervello non è portato a generare nuove idee perché procede attraverso le boxes, gli schemi o modelli della logica; con le tecniche del pensiero laterale si induce il nostro cervello a uscire dagli schemi o modelli, di qui il termine “pensiero laterale”, per generare appunto nuove idee.
La pratica costante delle tecniche del pensiero laterale, tecniche da me insegnate, quale trainer de Bono, comporta un importante aspetto collaterale, che è l’incremento della cosiddetta spontanea creatività, ossia dell’attitudine generale delle persone che praticano le tecniche del pensiero laterale a generare subito nuove idee senza necessariamente ricorrere alle tecniche del pensiero laterale.
Ovviamente il massimo della creatività si ha con la creatività provocata o intenzionale, che utilizza le tecniche del pensiero laterale, ma la creatività spontanea, che viene indotta dall’uso di tali tecniche, è importante per l’imprenditore, in quanto lo stesso, una volta incrementata la sua creatività con l’apprendimento e la pratica di tali tecniche, riuscirà facilmente, spontaneamente e con immediatezza a generare nuove idee con la sua attitudine generale, formatasi e potenziata dall’uso delle tecniche del pensiero laterale.
Tali tecniche sono infatti altamente allenanti, ed hanno anche il vantaggio di stimolare la spontanea creatività.
Sempre nell’ambito dell’utilizzo della tecnica del pensiero laterale, è di estrema importanza, per allenare la vostra mente, cercare deliberatamente delle sfide ed attuare le tecniche di pensiero laterale per superare le sfide stesse, anche se le sfide non si presentano spontaneamente, assumendo sempre un atteggiamento tendenzialmente sfidante e cercando di migliorare tutti gli aspetti possibili della vostra attività e di rilevare possibili problemi che in passato non avevate rilevato, potenziando in tale modo la vostra percezione (fondamentalmente mediante l’utilizzo del cappello verde) di tutto quello che vi circonda e che non avevate mai pensato a migliorare.
L’allenamento della vostra mente comporterà un notevole aumento della produttività delle vostre aziende, innescando in tale modo un ciclo virtuoso: più allenamento
più utile
più efficienza
più crescita
più allenamento
… (il ciclo può proseguire all’infinito).
Cosa vi propongo di fare
Riflettete sulle vostre esperienze in cui avete avuto la sensazione di difficoltà nell’affrontare e tentare di risolvere i vostri problemi o nel realizzare i vostri obiettivi, come se il vostro cervello non fosse sufficientemente allenato a ciò.
Se avete dei dubbi su come intervenire per sfruttare al meglio le capacità della vostra mente, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.



