Ogni anno vengono lanciati quasi 30.000 nuovi prodotti sul mercato. Il problema? Il 95% di questi fallisce. Grandi aziende, milioni di investimenti, prodotti fallimentari.
Ma c’è una domanda che fa la differenza: come nasce davvero l’idea giusta per un prodotto innovativo?
Oggi vi mostro delle tecniche che possono fare la differenza.
Il problema dell’innovazione
Iniziamo da un dato scomodo.
Secondo uno studio della Product Development and Management Association, le migliori aziende hanno un tasso di fallimento del 24%, mentre le altre raggiungono il 46%.
Ma perché così tanti prodotti falliscono?
La risposta arriva da Svafa Grönfeldt del MIT.
Molte innovazioni falliscono perché introducono prodotti senza che esista un reale bisogno per essi. Non c’è mercato per le soluzioni che hanno creato.
Il problema non è la mancanza di idee, è che le aziende non dedicano abbastanza tempo a identificare i bisogni che le idee tendono a soddisfare o i problemi che le stesse tendono a risolvere.
Cosa si intende per “idea giusta”?
Cosa intendiamo per “idea giusta”?
L’aggettivo “giusto” può avere vari e diversi significati in relazione al contesto in cui viene usato. Riferito all’idea, sta a significare che l’idea ha effettivamente portato alla soluzione di un problema o a un miglioramento di un prodotto o di un servizio che si sono rivelati vincenti, di successo, in quanto sono stati premiati, mediante i successivi acquisti di beni prodotti o di servizi erogati dall’azienda che ha utilizzato l’idea giusta, dopo averla generata.
Questo successo è difficile da conseguire, in quanto è convinzione diffusa che lo stesso è spesso casuale. In realtà la casualità di tale successo è solo dovuta a fattori sopravvenuti, che fanno la fortuna dell’azienda che li incontra, che consentono di ovviare alle carenze del comune e tradizionale modo di pensare, che ha portato, e porta tuttora, a molti insuccessi.
Come nascono le idee giuste
Le idee non nascono dal nulla.
Secondo il Journal of Innovation and Entrepreneurship, il processo di sviluppo di nuovi prodotti inizia sempre dall’identificazione di problemi reali.
Le migliori organizzazioni seguono un approccio sistematico. Non iniziano con le idee, iniziano con i problemi. La prima fase di ogni processo di innovazione è la generazione delle idee. Ma attenzione: generare idee non significa raccogliere centinaia di suggerimenti casuali. Significa costruire la migliore soluzione possibile per soddisfare i bisogni insoddisfatti dei clienti target.
Gli ostacoli che impediscono la generazione di idee giuste
I principali ostacoli che ci impediscono di generare idee giuste, nel senso appena evidenziato, sono costituiti dai limiti del tradizionale e comune modo di pensare.
Il Professor Edward de Bono ha individuato fondamentalmente tre limiti di questo comune e tradizionale modo di pensare.
Un primo limite è costituito dalla circostanza che questo modo di pensare è basato sul cosiddetto adversarial thinking. Tutti i partecipanti al processo di pensiero, praticando l’adversarial thinking, tendono a fare prevalere ad ogni costo la propria opinione, la propria tesi, su quella degli altri interlocutori, avendo come unico obiettivo quello di fare prevalere tale tesi o opinione e non di cooperare con gli altri pensatori alla maggiore efficacia del processo di pensiero.
Un secondo limite è costituito dalla circostanza che si tende a dare prevalenza, nel comune e tradizionale modo di pensare, all’attività di processing, di elaborazione dei dati, rispetto alla preliminare e fondamentale attività di perception, di acquisizione dei dati e delle informazioni, e della loro verifica.
Un terzo limite è costituito dalla circostanza che il nostro cervello, di default, funziona secondo schemi o modelli, che gli impediscono di generare nuove idee, in quanto appunto sono basati sulla logica, sul pensiero verticale, e a ogni problematica, a ogni istanza, rispondono con una rigida soluzione predeterminata, che non è in grado ovviamente di gestire il futuro, non è in grado di realizzare il cosiddetto design thinking, che è l’unica tecnica di pensiero che ci consente di gestire efficacemente il nostro futuro.
La generazione di idee giuste tramite la tecnica del pensiero laterale
La tecnica del pensiero laterale, con i suoi vari tool, di cui ho trattato in precedenti in precedenti articoli presenti nel blog e in precedenti video che potete consultare tramite i link presenti nella descrizione del video che trovate in alto, consente di rompere questi schemi o modelli, e, quindi, facilita notevolmente la generazione di nuove idee, cosa che non è consentita praticando il comune e tradizionale modo di pensare.
Nell’ambito della tecnica del pensiero laterale assume fondamentale importanza il tool del focus, che fa riferimento all’area focus, che è il settore, l’area, in cui vogliamo generare le nuove idee, e al purpose focus, che fa riferimento al focus relativo allo scopo, che può consistere in un miglioramento da realizzare, in un problema da risolvere, o in un compito da assolvere.
È di fondamentale importanza il focus relativo allo scopo, in quanto, praticando adeguatamente il tool del focus, evitiamo che il nostro processo di pensiero vada avanti, proceda nella generazione di idee che non si rivelino giuste, in quanto appunto sono state generate con riferimento a un focus diverso da quello effettivo che tendeva a soddisfare i bisogni di potenziali clienti, o a risolvere i loro problemi.
La generazione di idee giuste tramite il pensiero parallelo, attuato mediante la tecnica dei Sei cappelli per pensare
Anche il pensiero parallelo, attuato mediante la tecnica dei Sei cappelli per pensare, ci consente di generare idee altamente efficaci e che possiamo considerare giuste in relazione a prodotti o servizi innovativi.
Tale tecnica sfrutta le sei frequenze di funzionamento del nostro cervello per evitare che vadano tra loro in conflitto, realizzando il cosiddetto spaghetti thinking, e, ponendole in adeguata sequenza, consente di giungere a decisioni altamente efficaci.
Il Professor Edward de Bono ha previsto due sequenze fisse di cappelli (che sono quelle sequenze che vengono preventivamente stabilite, impostate, predisposte, da chi indossa il cappello blu, per utilizzarle nella sessione di pensiero), efficacissime, preordinate alla generazione di nuove idee o alla soluzione di problemi che stanno a cuore ai nostri potenziali clienti, che ora Vi mostrerò.
Vediamo la prima sequenza di cappelli denominata “Prime idee”.

Tale sequenza inizia con il cappello blu, che è il cappello che determina l’inizio della sessione di pensiero, e termina con il cappello blu, come tutte le sequenze di cappelli, in quanto è chi indossa il cappello blu che decide quando è il momento di cessare, di terminare, la sessione di pensiero.
Il cappello blu, ovviamente, in questa sequenza stabilirà un focus, un purpose focus, relativo a un miglioramento da effettuare di un nostro prodotto o a un problema da risolvere.
Successivamente utilizzeremo il cappello bianco, che è il cappello relativo ai dati e alle informazioni, che ci consente di rilevare/acquisire i dati e le informazioni, e nell’impiego del cappello bianco dobbiamo chiederci che cosa conosciamo, quali dati e informazioni sono già nella nostra disponibilità, che cosa abbiamo necessità di conoscere, quali dati e quali informazioni dobbiamo acquisire, e come possiamo acquisirli.
Successivamente applichiamo il cappello verde, che consente, nell’ambito della tecnica dei Sei cappelli per pensare, applicando alcuni tool del pensiero laterale, di generare nuove idee.
Dopo avere rilevato, con il cappello bianco, i dati e le informazioni di cui abbiamo necessità, e, quindi, i reali bisogni dei potenziali clienti, riusciamo, con il cappello verde, a generare nuove idee, che ci consentono di realizzare prodotti altamente innovativi, che soddisfano le esigenze dei nostri clienti, o che risolvono delle loro problematiche.
Una volta che abbiamo generato le varie idee, concludiamo la sessione di pensiero con il cappello blu.
Passiamo ora a illustrare la seconda sequenza, denominata “Rapido miglioramento”.

Anche qui avremo una sequenza di quattro cappelli, che inizia con il cappello blu, che stabilisce il nostro focus.
Successivamente applicheremo il cappello nero, che è il cappello relativo alla rilevazione dei rischi, dei punti di cautela, delle difficoltà. Abbiamo già dei dati e delle informazioni, e vogliamo vedere se il prodotto che stiamo realizzando, utilizzando questi dati e queste informazioni, possa comportare dei rischi, possa non avere il successo sperato.
Una volta che abbiamo rilevato i rischi e le difficoltà della realizzazione di un nuovo prodotto o della soluzione di quello che pensiamo essere un problema dei nostri clienti o dei nostri potenziali clienti, mediante un prodotto innovativo, utilizzeremo anche in questo caso la frequenza di pensiero del cappello verde, mediante alcuni tool del pensiero laterale, per generare nuove idee che ci consentono di superare i rischi rilevati, le difficoltà rilevate.
E la sessione di pensiero terminerà, anche in questo caso, con il cappello blu, in esito alla generazione delle idee per superare i rischi rilevati.
Il ruolo della strategia nel medio e lungo periodo
Prima di generare idee per soluzioni innovative, c’è un passo ancora più importante: definire obiettivi strategici chiari.
Perché questo è cruciale?
Perché un obiettivo inefficace porta a generare idee inutili, anche se brillanti.
La ricerca sul pensiero strategico mostra che le organizzazioni di successo pianificano dai tre ai cinque anni avanti. Pensano a dove vogliono essere e a cosa dovranno fare per raggiungere gli obiettivi di lungo periodo dell’azienda.
Il pensiero strategico (o “strategic thinking”) vi aiuta a comprendere, esplorare, analizzare e definire soluzioni complesse. Poi sviluppate un piano d’azione, e qui entriamo nella fase della “pianificazione strategica” (o “strategic planning”), e procederete alla sua implementazione, mediante l’”implementazione strategica” (o “strategic implementation”), che porteranno il maggiore impatto positivo possibile verso un obiettivo predefinito.
Riepilogo
Torniamo al punto centrale: perché il 95% dei nuovi prodotti fallisce?
La risposta è semplice ma brutale: perché non risolvono un bisogno reale.
Uno studio della Product Development and Management Association mostra che le aziende migliori si distinguono per la loro capacità di integrare il marketing fin dalle prime fasi del processo di sviluppo del prodotto. Questo non significa pubblicizzare prima e spesso. Significa comunicazione continua tra ricerca e sviluppo e funzione marketing durante tutto il ciclo di sviluppo. Significa garantire che il prodotto finale soddisfi sia la fattibilità tecnica, sia le esigenze di mercato.
Ricapitoliamo il percorso che porta dalla sfida iniziale all’idea vincente.
Primo: definite obiettivi strategici chiari a lungo termine. Questo è il vostro Nord, la vostra direzione. Senza questo, anche le idee brillanti rischiano di essere inutili.
Secondo: identificate i reali bisogni dei destinatari dei beni o dei servizi da voi prodotti, non quelli che pensate siano i bisogni, ma i reali bisogni che determineranno poi l’interessamento al prodotto o al servizio e il successivo acquisto. Dedicate tempo a questa fase. È l’investimento più importante che possiate fare.
Terzo: generate idee in modo sistematico. Non affidate il vostro futuro al caso o all’ispirazione del momento. Utilizzate tecniche strutturate che hanno dimostrato di funzionare.
Quarto: Validate/verificate le vostre idee prima del lancio completo. Prototipate, testate, raccogliete feedback, iterate. Meglio scoprire i problemi ora che dopo avere investito milioni.
Cosa vi propongo di fare
Vi lascio con una riflessione.
Pensate alle sfide che state affrontando nella vostra organizzazione. Quante volte avete avuto difficoltà a generare nuove idee davvero innovative? Quante volte avete investito risorse in progetti che non hanno portato i risultati sperati? Quante volte vi siete trovati a inseguire i competitor invece di guidare il mercato?
Il problema probabilmente non è la mancanza di creatività nel vostro team. Il problema è l’assenza di un metodo strutturato che vi permetta di trasformare le sfide in opportunità concrete.
Le tecniche che utilizzo nei miei corsi, il pensiero laterale, i Sei cappelli per pensare, il pensiero strategico, sono strumenti concreti, non sono teoria astratta.
Sono strumenti pratici, testati, che aiutano le organizzazioni a: definire obiettivi strategici chiari che guidano l’innovazione nel medio e lungo periodo; Identificare gli effettivi bisogni dei vostri clienti; generare idee innovative in modo sistematico, non casuale; validare e verificare queste idee prima di investire risorse significative.
Se vi riconoscete in queste sfide, se volete portare un metodo strutturato nella vostra organizzazione, contattatemi. Lavoriamo insieme per sviluppare la capacità di innovazione della vostra azienda. Non vi offro solo formazione teorica. Vi fornisco strumenti concreti che potete applicare immediatamente ai vostri progetti reali. Il vostro successo nell’innovazione non può dipendere dalla fortuna, deve dipendere da un metodo che funziona.
Vi farò scoprire come le tecniche strutturate possono trasformare il modo in cui la vostra organizzazione può generare e sviluppare prodotti innovativi.
Se volete portare questi metodi nella vostra realtà aziendale, contattatemi. Valuteremo insieme come applicarli ai vostri problemi specifici. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.



