Perché manager apparentemente esperti e con un curriculum di livello prendono decisioni inefficaci?
La risposta è in questi cinque pattern cognitivi, che il nostro cervello usa automaticamente, e che ci ingannano ogni volta. Sono i bias cognitivi, e, se non li riconoscete, vi stanno costando danaro, tempo e opportunità ogni singolo giorno.
In questo articolo vi mostro esattamente come funzionano e come le tecniche di pensiero del Professor Edward de Bono possono trasformarli da nemici silenziosi in alleati strategici.
I bias cognitivi: generalità
Quello che scoprirete oggi non è teoria accademica, sono pattern che Edward de Bono aveva già identificato 40 anni fa, quando elaborò la tecnica del pensiero parallelo, nota anche come tecnica dei Sei cappelli per pensare.
Mentre la ricerca moderna conferma l’esistenza di questi bias cognitivi, de Bono aveva già sviluppato gli strumenti pratici per superarli. I bias cognitivi sono meccanismi, pattern, schemi, modelli sistematici del nostro cervello.
Non sono segni di incapacità, sono il modo in cui siamo programmati per sopravvivere. Ma, nell’ambiente aziendale moderno, questi shortcut mentali possono trasformarsi in trappole costose.
Analizziamone 5 tra i più pericolosi.
I bias di conferma
Una prima tipologia di bias è costituita dai cosiddetti bias di conferma. Il bias di conferma è la tendenza a cercare, elaborare e ricordare informazioni che confermano le nostre convinzioni preesistenti. Cerchiamo solo informazioni che confermano quello che già pensiamo.
Ad esempio, il nostro prodotto è il migliore, ignoriamo i feedback relativi dei clienti. Assumete un candidato che vi piace al primo impatto, e passate al resto dell’intervista, del colloquio, cercando prove che sia perfetto, ignorando i segnali negativi.
Come viene superato questo bias?
Lo strumento principale è costituito dalla tecnica dei Sei cappelli per pensare, e, in particolare, dalla elaborazione di sequenze in cui sono presenti sia il cappello giallo, sia, soprattutto, il cappello nero, che consente di rilevare rischi, punti di cautela, difficoltà, evitando in tale modo di incorrere nei rischi determinati da questo bias cognitivo.
I bias di ancoraggio
Una seconda tipologia di bias è costituita dai cosiddetti bias di ancoraggio.
Il bias di ancoraggio è la tendenza a dare troppo peso alla prima informazione ricevuta, l’ancora, quando si prendono decisioni.
Il nostro cervello usa la prima informazione numerica che riceve come punto di riferimento, come ancora appunto, per tutte le valutazioni successive, anche quando questa informazione è completamente irrilevante. La prima informazione che riceviamo ancora tutto il nostro ragionamento.
Ad esempio, il primo prezzo che sentite in una negoziazione, diventa l’ancora che influenza tutto il resto della trattativa, anche se è completamente arbitrario. Se il primo budget o prezzo (se siamo venditori), proposto è di 100.000, difficilmente scenderemo sotto gli 80.000.
Come viene contrastato questo bias?
Fondamentalmente anche in questo caso utilizziamo la tecnica dei Sei cappelli per pensare, avendo l’accortezza di inserire nella sequenza un cappello bianco, che ci consente l’acquisizione di dati e informazioni non influenzati dalla sfera emotiva, dai bias cognitivi, e, appunto, tramite tale cappello possiamo raccogliere dati oggettivi prima delle valutazioni.
A questo cappello possiamo abbinare inoltre il cappello verde, che, utilizzando le tecniche del pensiero laterale, ci consente di generare nuove idee, uscendo dagli schemi o modelli che costituiscono l’essenza del cosiddetto pensiero verticale, o adversarial thinking, che costituisce il comune modo di pensare, che imbriglia il nostro cervello, impedendogli di generare nuove idee.
I bias di sovraconfidenza
Un’ulteriore tipologia di bias cognitivi è costituita dai cosiddetti bias di sovraconfidenza.
Il bias di sovraconfidenza è la tendenza a sovrastimare le proprie capacità, conoscenze o possibilità di successo.
Ad esempio manager sottostimano i tempi dei progetti del 30 o addirittura del 50 per cento, e, in fase esecutiva, non hanno successo nella realizzazione dei loro progetti.
Come viene contrastato questo bias cognitivo?
Esistono varie tecniche.
Una tecnica molto avanzata è costituita dalla tecnica del pensiero strategico, dello strategic thinking, che ha la funzione di mettere a fuoco le varie problematiche.
Un’altra tecnica è costituita dalla tecnica del pensiero parallelo o dei Sei cappelli per pensare, mediante la quale viene utilizzata una sequenza di cappelli che prevede l’inserimento, successivamente al cappello rosso che ci ha indotto a sottostimare i tempi di realizzazione di un determinato progetto, del cappello giallo, bilanciato dal cappello nero, che rileva rischi, punti di cautela, difficoltà, e a tale sequenza è opportuno aggiungere sempre un cappello bianco, relativo ai dati e alle informazioni, in base al quale acquisiamo appunto i dati e le informazioni che ci consentono una efficace valutazione di vantaggi, aspetti positivi e rischi dell’operazione che stiamo prospettando.
I bias dei costi irrecuperabili
Una quarta tipologia di bias è costituita dai bias dei costi irrecuperabili.
Il bias dei costi irrecuperabili (sunk cost bias), è la tendenza a continuare investimenti basandosi su costi già sostenuti, piuttosto che sui benefici futuri.
Continuiamo a finanziare progetti costosi, che durano per mesi, oltre ogni ragionevolezza, perché abbiamo già speso troppo per mollare ora.
Per contrastare questo bias cognitivo e i suoi effetti, utilizzeremo anche in questo caso la tecnica dei Sei cappelli per pensare, effettuando una verifica con cappello giallo e cappello nero relativamente all’azione proposta di continuare ad effettuare investimenti nel progetto in cui abbiamo già investito molte risorse. In altri termini, bilanceremo con il cappello nero quanto abbiamo rilevato mediante l’uso del cappello giallo.
I bias di disponibilità
Un’ulteriore categoria di bias è costituita dai cosiddetti bias di disponibilità.
Il bias di disponibilità è la tendenza a sovrastimare la probabilità di eventi che vengono facilmente in mente, solitamente perché recenti, ovvero emotivamente impattanti.
Ad esempio dopo l’11 settembre 2001, molti passeggeri che utilizzavano frequentemente voli aerei ipotizzarono un aumento del rischio di attacchi terroristici, e molti evitarono di utilizzare gli aerei, effettuando i loro viaggi mediante autoveicoli o altri mezzi di trasporto. Ebbene, in questi mesi successivi all’11 settembre, è stato rilevato un notevole aumento di decessi in esito ad incidenti stradali.
Come possiamo ovviare agli inconvenienti di questo bias cognitivo?
Anche in questo caso la tecnica più efficace è costituita dalla tecnica dei Sei cappelli per pensare o del pensiero parallelo.
Dopo un primo spazio che abbiamo accordato alla sfera emotiva in esito agli attentati dell’11 settembre 2001, analizziamo distintamente la possibilità di continuare a viaggiare mediante aerei, cosa che abbiamo fatto fino al momento dell’attentato, e la possibilità alternativa di avvalerci della nostra automobile.
Con riferimento alla prima possibilità, dobbiamo analizzare i vantaggi dell’utilizzo dell’aereo, che sono non solo in termini di tempi di percorrenza, ma anche in termini di sicurezza, in quanto statisticamente gli aerei hanno meno incidenti degli autoveicoli.
Esaminiamo inoltre i rischi, i punti di cautela dell’utilizzo dell’aereo, e in questi rischi ben possiamo contemplare l’aumento di attentati terroristici in una determinata epoca storica.
Successivamente dobbiamo analizzare la possibilità dell’utilizzo del veicolo, della nostra auto, per compiere gli stessi viaggi che compivamo utilizzando l’aereo.
Anche in questo caso utilizzeremo il cappello giallo, per rilevare gli aspetti positivi, i benefici, del viaggio in auto: è più difficile che vi sia un attentato compiuto nei confronti della nostra auto, in quanto appunto la nostra auto trasporta pochi passeggeri, e i terroristi non hanno interesse a coinvolgere direttamente o esclusivamente la nostra auto.
Passiamo tuttavia ad esaminare, con il cappello nero, i rischi e i punti di cautela dell’utilizzo dell’auto. Quando passiamo ad analizzare i rischi e gli elementi di cautela dell’utilizzo dell’auto, ci rendiamo conto di come, anche dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre, non sono diminuiti i rischi di incidenti in auto, che sono nettamente più alti rispetto ai rischi di incidenti aerei, compresi i rischi da attentato.
Ed ecco che in questo caso, continuando a viaggiare in aereo anche dopo l’11 settembre, avremmo ridotto notevolmente rischi di incidenti mortali, ed orienteremo la nostra scelta per tale tipologia di mezzo di trasporto.
I bias cognitivi e la bolla logica
Come possiamo evitare che bias cognitivi impattino sul nostro business?
Il Professor Edward de Bono diceva che viviamo in una bolla logica, costituita dalle nostre percezioni di default, dalle nostre percezioni non potenziate, dagli schemi o modelli attraverso i quali funziona il nostro cervello, ed è appunto per questo, che, non potenziando le nostre percezioni, siamo prigionieri di questa bolla logica, che ci fa percepire la realtà, il mondo con cui entriamo in relazione, esclusivamente sulla base di questi rigidi schemi o modelli.
Come possiamo uscire dalla bolla logica di cui siamo prigionieri, che ci fa percepire tutto ciò con cui entriamo in relazione sulla base dei rigidi schemi o modelli percettivi del pensiero verticale, basati esclusivamente sulla logica?
La via di uscita principe è costituita dalla tecnica, elaborata dalla Professor Edward de Bono, del pensiero parallelo, tecnica attuata mediante i Sei cappelli per pensare.
Pensiero parallelo e Sei cappelli per pensare sono due espressioni alternative che designano la stessa tecnica.
Con il pensiero parallelo, o tecnica dei Sei cappelli per pensare, tecnica da me approfondita in altri video, vengono usate le sei frequenze di pensiero, di cui è capace il nostro cervello, metaforicamente rappresentate dai Sei cappelli per pensare, quali strumenti per potenziare, indirizzare l’attenzione, in quanto appunto le frequenze di pensiero sono, per il Professor de Bono, delle attention directing frameworks, ossia delle strutture per indirizzare, potenziare l’attenzione.
Altra tecnica efficace per ovviare alle problematiche causate dai bias cognitivi è costituita dal pensiero laterale, tecnica da me insegnata quale trainer certificato de Bono, che consente di rompere i bias cognitivi, i nostri schemi percettivi, consentendo appunto al nostro cervello di generare nuove idee, idee che non sarebbe in grado di generare utilizzando gli schemi o modelli che vengono imposti dal tradizionale modo di pensare, ossia dalla logica.
Ci aiuta ad ovviare agli impatti negativi dei bias cognitivi sulle nostre attività aziendali anche la tecnica del pensiero strategico o strategic thinking, tecnica da me insegnata quale trainer certificato de Bono, che serve a mettere a fuoco le problematiche.
Lo strategic thinking viene contrapposto allo strategic planning e alla strategic implementation, rispettivamente alla pianificazione strategica e all’implementazione strategica.
È estremamente importante limitare lo strategic thinking alla messa a fuoco delle problematiche, perché soltanto con l’adeguata messa a fuoco delle problematiche è poi possibile praticare efficacemente la pianificazione strategica e l’implementazione strategica.
Come ovviare ai costi aziendali dei bias cognitivi
Quali sono i costi aziendali per le decisioni inefficaci alle quali siete indotti dai bias cognitivi?
Le tecniche de Bono da me insegnate non sono solo teoria, sono strumenti pratici testati in migliaia di aziende.
Ma c’è un problema: il bias più pericoloso è quello che ci induce a pensare di non avere bias cognitivi, o comunque di essere immuni dalla loro influenza. Più siete sicuri di essere immuni dagli effetti dei bias cognitivi, più siete vulnerabili. Con le tecniche de Bono tali inconvenienti apparterranno al vostro passato, in quanto sarete in grado di prendere in autonomia decisioni altamente efficaci, con rapidità, ed eliminando i conflitti nei vostri team.
Ora avete visto i 5 nemici nascosti delle vostre decisioni e conseguenti azioni e avete intravisto la soluzione, ma la consapevolezza non basta, serve pratica guidata. Il cervello che vi ha portato fin qui non è lo stesso che vi porterà al prossimo livello. I metodi de Bono sono l’upgrade che state cercando.
Cosa vi propongo di fare
Pensate a una decisione che avete preso in passato, e della quale non siete soddisfatti, e provate ad individuare quale bias cognitivo vi ha portato a prendere una decisione che poi si è rivelata inefficace e inadeguata.
Se volete, potete condividere con me i risultati della vostra esperienza nei commenti al video che trovate in alto.
Se volete imparare a contrastare l’impatto negativo dei bias cognitivi sulle vostre decisioni e sviluppare un pensiero più efficace per la vostra azienda, utilizzando le tecniche di pensiero che, come trainer de Bono, insegno agli imprenditori e ai professionisti che vogliono ottenere risultati migliori attraverso tecniche di pensiero più efficaci, sono a vostra disposizione. Prenotate una consulenza gratuita di 30 minuti e ne parliamo insieme.



